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Toti Amato

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Covid, al via progetto della Protezione civile per formare il personale regionale

Il presidente Ordine dei medici Toto Amato: “Se tuteliamo la sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità, proteggiamo la salute di tutti”

In tema di protezione civile, Ordine dei medici di Palermo e Regione siciliana avviano un progetto formativo per rafforzare le conoscenze professionali e la capacità di reazione del personale che opera in Sicilia nelle istituzioni pubbliche e di tutti i soggetti coinvolti in situazioni di crisi. L’iniziativa, realizzata grazie al sostegno degli assessorati regionali della Salute e della Formazione nell’ambito dei Fondi sociali europei (Fse), è stata presentata stamattina a Villa Magnisi, sede dell’Omceo.

 “Il primo obiettivo - ha spiegato il presidente dell’Omceo Toti Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale Fnomceo - è assicurare le competenze necessarie per migliorare la capacità di pianificazione e valutazione delle attività messe in campo per l’emergenza sanitaria Covid. Se tuteliamo la sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità, proteggiamo la salute di tutti. E’ un progetto sperimentale che conta sulla costruzione di una rete di collaborazioni attive tra medici, responsabili della protezione civile, referenti regionali, comunali e uffici scolastici”.

Ne è convinto anche l’assessore regionale della Formazione Roberto Lagalla intervenuto a margine della presentazione: “Questo progetto - ha detto - darà un contributo concreto al generale miglioramento del contesto generale socio-sanitario. Forniremo ai discenti tutti gli strumenti tecnici e pratici declinati alle situazioni di grande emergenza in modo che il personale possa prendere le decisioni più efficaci anche in situazioni di grande stress”.

Sulla stessa linea anche il dirigente dell’Accademia della Protezione civile regionale Calogero Di Chiara “L’emergenza Covid  - ha detto -  è il fulcro di questo percorso formativo, grazie al sostegno degli assessorati della Salute e della Formazione, tocca il cuore del sistema di Protezione civile regionale, degli enti locali, oltre al sistema sanitario che è imprescindibile e a supporto del quale provvediamo quotidianamente".

“Le situazioni emergenziali non ci danno avviso - ha rimarcato la responsabile regionale per le emergenze Isabella Bartoli  -. Quando arrivano è necessario avere una uniformità di linguaggio. Tutti dobbiamo sapere il ruolo che abbiamo, dai cittadini che sono parte integrante della protezione civile, a tutti quelli che hanno ruoli specifici. Se vogliamo avere veramente efficienza, efficacia, appropriatezza, equità, ma anche economicità è necessario lavorare in sinergia”.

In tempi non sospetti, ha aggiunto il responsabile della centrale operativa 118 di Palermo Fabio Genco "abbiamo fatto tanta formazione. Corsi sulla carta perché non ci aspettavamo di vivere realmente questa emergenza sanitaria. Oggi abbiamo raggiunto risultati importanti perché non ci siamo trovati impreparati. In Sicilia siamo i referenti per il biocontenimento”.

Il progetto è nato da una direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri del 3 gennaio 2019 in cui si indirizzano le autorità sanitarie locali ad affidare la funzione sanità dei Coc (Centri operativi comunali) ai medici del territorio. “E’ questa la grande novità - ha sottolineato il coordinatore della commissione maxiemergenze dell’Omceo Giuseppe Disclafani. Di solito  il sindaco può delegare chiunque per la funzione sanità, invece con questa direttiva si indica espressamente che responsabile deve essere un medico del luogo perché conosce bene le criticità di un territorio. La Regione siciliana per prima in Italia sta attuando la formazione dei medici del territorio in linea con questa direttiva”.

Il percorso formativo, realizzato in collaborazione anche con l’Anci, è destinato al personale della Regione siciliana, compreso i dipendenti delle Asp, ma anche agli enti locali, in particolare a chi svolge funzioni di protezione civile. Prevede esercitazioni e simulazioni di situazioni di emergenza in modo che ogni discente alla fine del percorso sia in grado di valutare l’opportunità, ma anche le conseguenze di certe azioni. Per ogni intervento sono stati individuati anche degli indicatori per monitorare, nel medio e lungo termine, i risultati delle attività programmate e l’uniformità dei comportamenti degli operatori coinvolti.

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