Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Contenitori per indumenti al centro di una querelle: "Sono illegali"

Il consigliere di circoscrizione Maurizio Alesi ha sottolineato la presenza di centinaia di blocchi di lamiere che andrebbero rimossi. I proprietari, che avevano vinto la prima gara bandita, sostengono che ci siano state anomalie che hanno favorito un'altra ditta. Rap: "Tutto falso"

Uno dei tanti contenitori per abiti usati ritenuti illegali

Vecchi contenitori per la raccolta di indumenti usati "infestano" ogni angolo della città. Un’iniziativa che potrebbe considerarsi lodevole se non fosse che, come affermato dal consigliere dell’ottava circoscrizione Maurizio Alesi, si tratterebbe di "blocchi di lamiere illegali che qualcuno dovrebbe farsi carico di rimuovere". Il servizio, in un primo momento, era stato affidato dalla Rap alla ditta Eurorecuperi srl. Ma una ditta esclusa, la Cannone srl (che non aveva partecipato al bando pubblicato sul Gurs numero 48/2013, ndr), ha presentato un ricorso contro l’assegnazione. Dopo la sospensione in autotutela da parte di Rap e la pubblicazione di un nuovo bando, è stata proprio la Cannone srl, ditta della provincia barese, ad aggiudicarsi la gestione del servizio.

Da quel 2013 ad oggi, però, si attende la fine di una querelle per la quale la Eurorecuperi srl, rappresentata a Palermo da Pietro Mazara, ha presentato un esposto in Procura. “La ditta aggiudicataria non aveva partecipato al primo bando - spiega Mazara - poiché sprovvista dell’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali. Il loro ricorso puntava sulla presunta genericità del bando, nonostante non venissero presentati riscontri documentali. A ciò si aggiunge che i ricorrenti hanno lamentato la mancata indicazione all’interno del bando del Codice identificativo di gara che, secondo l’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, non era dovuta in quanto ‘il servizio in questione è catalogabile tra i contratti attivi i quali traducendosi in un vantaggio economico e patrimoniale per l’ente che acquisisce risorse, non sono soggetti alla disciplina comunitaria e nazionale sugli appalti né agli obblighi di tracciabilità’”.

A conferma della infondatezza del ricorso, spiega Mazara, l’ordinanza del Tar Sicilia numero 60/2014 la quale afferma che “il ricorso non appare assistito da significativi elementi di fondatezza, considerato - tra l’altro - che i dedotti profili di asserita illegittimità del bando concernevano non già la possibilità per essa ricorrente (che si è espressamente affermata in possesso dei necessari requisiti) di partecipare alla gara, ma semmai la valutazione delle altrui offerte, in quanto presentate da ditte in tesi prive di requisiti che ad avviso della ricorrente erano necessari”. Per tagliare corto la Cannone srl, secondo Mazara, avrebbe presentato un ricorso con l’obiettivo di bloccare l’aggiudicazione del servizio e presentarsi alla gara successiva, con l’avallo della stessa Rap che invece “non avrebbe dovuto tenere conto - spiega il referente della Eurorecuperi srl - delle censure formulate nel ricorso dal momento che era stato respinto”.

E così, non molto tempo dopo, la Rap ha bandito una seconda gara in un lasso di tempo che ha consentito alla Cannone srl di dotarsi del requisito prima mancante e vincere l’affidamento del servizio. Per la Eurorecuperi srl c’è stato qualche vizio di forma o comunque qualche anomalia che meriterebbe l’approfondimento della Procura. Dalla Rap respingono ogni accusa al mittente: “Quanto rappresentato dai firmatari della denuncia è palesemente falso in quanto la delibera di annullamento in autotutela è stata frutto di una segnalazione dell'Urega (l’Ufficio regionale per l’espletamento per le gare d’appalto di lavori pubblici, ndr) che comunicava l'opportunità di conformarsi alla nuova normativa regionale in materia. Così facendo - aggiungono nella replica - l’azienda potrà ottenere un ricavo annuo di parecchie decine di migliaia di euro, mentre nessuna entrata per l'azienda era previsto nella passata gestione”.

Nel mezzo della battaglia legale, però, le strade della città restano piene di contenitori per la raccolta di indumenti (se ne contano diverse centinaia). "Troppi per pensare davvero ad una azione caritatevole a beneficio dei poveri. Gli unici contenitori autorizzati - spiega Alesi - sono quelli di Rap, inconfondibili per la presenza del logo del Comune e quello dell’azienda per l’ambiente. Chi deve farsi carico di rimuovere i contenitori abusivi, fonte di discariche tessili? A chi toccherà alzare la cornetta e chiedere chiarimenti? Nell’attesa di risposte, forse, sarebbe meglio consegnare i vestiti direttamente ai poveri o alle parrocchie”. Nel frattempo i vigili urbani avrebbero comunicato alla Eurorecuperi srl di togliere dalla strada e dai marciapiedi i contenitori.

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