Cronaca Ciaculli / Via Giulio Tenaglia

Molotov contro casolare a Ciaculli, restano gravi le condizioni del giovane

Umberto Geraci è in coma farmacologico con ustioni sul 50 per cento del corpo. La fidanzata invece è ricoverata al reparto di chirurgia plastica e sta meglio. La zia del ventiduenne: "Viveva lì senza luce nè acqua. Ferito per proteggere la sua ragazza..."

Sono gravi ma stazionarie le condizioni di Umberto Geraci e Jessica Modica, i due ragazzi rimasti ustionati ieri in seguito all'esplosione di una molotov all'interno di un casolare in via Tenaglia, a Ciaculli. Geraci ha ustioni sul 50 per cento del corpo ed è ricoverato nel reparto di Seconda Rianimazione dell'ospedale Civico. Ha trascorso la notte in coma farmacologico. La ragazza ha invece ustioni più lievi ed è nel reparto di Chirugia plastica. La prognosi è ancora riservata per entrambi.

I due erano all'interno della minuscola abitazione quando sono divampate le fiamme. Umberto da circa sei mesi viveva nell'edificio di fortuna, senza luce nè acqua, andando avanti con lavori saltuari. Lo aiutava la famiglia di lei. La ragazza andava a trovarlo spesso. In ospedale da ieri, è una viavai di parenti dei due ragazzi. “Mio nipote - racconta la zia di Geraci -  è gravissimo. Erano andati a fare colazione a casa della ragazza, poi hanno giocato con il cane infine sono entrati nel casolare quando hanno sentito rumore. A quel punto mio nipote ha protetto la ragazza e si è ferito gravemente. I medici ci hanno detto che è in coma farmacologico. La ragazza sta meglio. Ho visto che ha le mani ustionate. Ha le mani fasciate. Fino a qualche mese – conclude – mio nipote fa stava a casa con la famiglia, poi ha deciso di andare a vivere da solo. Una vita normale di un ventenne, usciva con gli amici, stava con la fidanzata”.

L'ordigno - secondo una delle prime ipotesi al vaglio degli investigatori - potrebbe essere stato lanciato da alcuni residenti della zona, forse infastiditi dalla presenza della coppia. Un fascicolo è stato aperto per tentato omicidio contro ignoti. Secondo quanto riferito da alcuni, già in diverse occasioni si erano manifestati segni di insofferenza, inviti più o meno pressanti a sgombrare il casolare.

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