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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Borgo Molara / Via Molara

Trentadue ciechi senza assistenza, consigliere in lacrime a fine seduta

Il bilancio è approvato, ma Luigi Di Franco piange in un angolo. Il suo emendamento è stato bocciato e i 150 mila euro assegnati con un ordine del giorno non bastano. "Il 30 luglio il centro chiuderà"

Sala delle Lapidi sta approvando il bilancio e ha appena detto “no” a un finanziamento da 300 mila euro per il centro di aggregazione per ciechi pluriminorati di Borgo Molara. In un angolo dell’aula di Palazzo delle Aquile, c’è un consigliere che piange. E’ Luigi Di Franco, di Alleati per la Sicilia. È cieco e capisce subito gli effetti della bocciatura di quell’emendamento, salvato, in verità, con un ordine del giorno che impegna l’amministrazione ad assegnare 150 mila euro alla struttura. “Aria fritta – dice con l’amaro in bocca Di Franco – di sicuro il 30 luglio il centro sarà costretto a chiudere i battenti e 32 ciechi che sono anche tetraplegici o sordomuti o idrocefali resteranno a casa”.

C’era un accordo in Consiglio ieri sera: non presentare emendamenti al di fuori di quelli già pattuiti fra maggioranza e opposizione. “Si poteva fare un’eccezione – attacca Di Franco – non è uno sperpero, sono soldi per un servizio essenziale”.  La struttura di via Molara 158, un immobile confiscato alla mafia, accoglie soggetti che hanno tra gli 8 e i 40 anni, ogni giorno dalle 8,30 alle 18. “I ragazzi arrivano, grazie a 5 accompagnatori-autisti, col sorriso sulle labbra”, racconta il consigliere di Alleati per la Sicilia. Poi si sistemano nei locali del centro, 170 metri quadrati in due livelli con un giardino di circa 800 metri quadrati. Li attendono quattro educatori, quattro operatori socio-assistenziali e tre ausiliari. “Tutta gente laureata e specializzata – afferma Di Franco – che svolge un lavoro pregevole e percepisce 600 euro al mese”.

Col supporto del personale del centro, i ciechi si dedicano ad attività ludico-ricreative e riabilitazione. C’è chi non sapeva mangiare da solo e ha imparato a farlo, c’è chi realizza dei manufatti con la plastilina, c’è chi si occupa del giardinaggio, chi ha un residuo visivo disegna e colora. “Bisognerebbe vedere la felicità di questi ragazzi impegnati in azioni che, per chi è più fortunato, sono normali. Bisognerebbe farlo vedere – chiude Di Franco  – a chi ieri sera ha detto no ai fondi per tenere in vita il centro”.
 

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