Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Cassonetti dati alle fiamme, allarme per il rischio diossina

L'ultimo caso alla Vucciria dove per protesta i residenti hanno incendiato una catasta di rifiuti. L'esperto mette in guardia. "C'è il rischio di tumore al polmone"

Un cassonetto bruciato in via Altofonte

Continua il fenomeno dei rifiuti bruciati. Stavolta siamo alla Vucciria, dove un gruppo di residenti ha dato alle fiamme una catasta di immondizia accumulata per giorni. Ne dà notizia il Giornale di Sicilia in un articolo nell’edizione odierna. Una nuova forma di protesta degli abitanti della zona alle prese con cattivi odori e zanzare. E anche la notte tra lunedì e martedì si è cercato di ridurre i cumuli di rifiuti appiccando l’incendio. Ma questo si rivela però un rimedio peggiore del male, perché dal rogo dell’immondizia – come hanno sottolineato più volte gli esperti – si sprigiona diossina.

A lanciare l’allarme sugli effetti dei roghi dei cassonetti e Vincenzo Bellia, pneumologo e docente universitario di malattie respiratorie. “L’esposizione alla diossina – spiega – provoca il tumore ai polmoni. Il pericolo maggiore è rappresentato dai tanti materiali che vanno in fumo e che rendono l’aria insalubre”. Nei giorni scorsi i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per spegnere roghi in viale Regione Siciliana 2226, dopo l’incrocio con via Evangelista di Blasi. Altri roghi sono stati spenti in viale Michelangelo, al villaggio Santa Rosalia, in via San Raffaele Arcangelo, all’estrema periferia della città, a Baida, in via Ruffo Di Calabria ed infine in via Altofonte e a Villagrazia
 

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