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Cinque posti alla Direzione antimafia per 66 toghe: si candida anche il giudice Di Matteo 

Concorrono, tra gli altri, Sabella, Minisci, Cascini e La Speranza. La decisione finale spetta al Consiglio superiore della magistratura che si esprimerà nelle prossime settimane

Cinque posti di sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia della Capitale per 66 candidati. Tra questi c'è anche Antonino Di Matteo, pm del processo per la cosiddetta "trattativa" Stato-mafia, da anni nel mirino di Cosa nostra che lo scorso 7 novembre ha rifiutato la proposta di trasferimento a Roma, offertagli dal Consiglio superiore della magistratura per motivi di sicurezza. Di Matteo vuole avere il posto vuole ottenere il posto per merito.

A concorrere con il magistrato palermitano, tra gli altri, Carlo La Speranza, sostituto a Roma, Alfonso Sabella, giudice a Napoli ed ex assessore alla Legalità nella giunta Marino, Calogero Piscitello, direttore generale del dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Francesco Cascini, capo del dipartimento per la Giustizia Minorile al ministero della Giustizia e Francesco Minisci, sostituto a Roma e segretario generale dell'Anm.

Sarà il plenum del Consiglio superiore della magistratura, nelle prossime settimane, a decidere le cinque nomine, su proposta della Terza Commissione, presieduta dal consigliere laico, Maria Elisabetta Casellati.

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