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Arrestato Biagio Adile, primario di Uroginecologia di Villa Sofia

Arrestato Biagio Adile, primario di Uroginecologia di Villa Sofia

"Molestata durante la visita ginecologica", tunisina fa arrestare primario di Villa Sofia

Gli agenti di polizia giudiziaria presso la Procura dei Minori hanno notificato il provvedimento a Biagio Adile, 65 anni, direttore dell'Uroginecologia. A incastrarlo una registrazione fatta con il cellulare e la denuncia

Ginecologo agli arresti domiciliari con la pesante accusa di violenze sessuali. Grazie alla denuncia di una donna tunisina di 28 anni i poliziotti della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura dei Minori hanno notificato al dottore Biagio Adile, il direttore dell’Uroginecologia di Villa Sofia nato a Racalmuto (Agrigento) 65 anni fa, il provvedimento firmato dal gip su richiesta della Procura.

La vittima dei presunti abusi sessuali, durante una visita specialistica, avrebbe avviato una registrazione sul cellulare nella quale si sentirebbero alcuni dettagli inequivocabili. A ciò si aggiunge il racconto della donna che prima si è confidata con un amico e poi ha presentato una denuncia. A coordinare le indagini della polizia giudiziaria che hanno portato all’ordinanza firmata dal gip Maria Cristina Sala, il sostituto procuratore Giorgia Righi e l’aggiunto Ennio Patrigni.

"Si è abbassato i jeans, poi con forza mi ha preso la nuca", il racconto shock

Nel corso delle deposizioni della vittima, che si sono tenute alla presenza di una psicologa e di un'interprete di lingua araba, la donna ha raccontato di soffrire di gravi problemi ginecologici che in Tunisia l'avevano costretta a subire ben tredici interventi chirurgici senza tuttavia ottenere validi risultati e di essersi per questo rivolta all'indagato. Dopo il primo episodio di violenza nello studio privato, nel dicembre del 2016, il medico - che nel 2014 si era candidato a sindaco di Racalmuto - le avrebbe detto di fare anche un'ecografia gratuita presso un suo amico che lavorava in ospedale.

La donna, sospettando che si sarebbe potuta ripetere la violenza, ha portato il cellulare per filmare la visita riprendendo così gli abusi. Le indagini, coordinate dal pm Giorgia Righi e dall'aggiunto Ennio Petrigni, si sono anche avvalse della consulenza tecnica di un perito della Procura che ha estrapolato la registrazione che ha fornito riscontri alle accuse. Si indaga per accertare se il ginecologo abbia violentato altre donne.

I vertici dell'ospedale inizialmente si sono riservati di prendere una decisione dopo l'acquisizione dell'ordinanza che ha portato all'arresto di Adile. Poi nel pomeriggio la decisione: "La direzione aziendale di Villa Sofia-Cervello - si legge in una nota - avendo ottenuto dall’Autorità giudiziaria conferma delle notizie di stampa del provvedimento restrittivo, ha disposto la sospensione dal servizio del dottore Biagio Adile".

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