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Transennata l'area intorno all'albero

Transennata l'area intorno all'albero

L'albero dello Spasimo è malato: va abbattuto o no? Dilemma anche tra gli esperti

Una cavità di 30 centimetri si è aperta tra la radice e il fusto. L'esemplare d'ailanto a rischio crollo, interdetta buona parte del complesso monumentale. Ulteriori controlli sulla pianta. Benanti: "Prospettive di vita minime". Rinaldi: "Bisogna acquisire elementi chiari per decidere"

Da un punto di vista botanico ha uno "scarso valore" ed è considerata pure una "pianta fortemente infestante". Eppure è un simbolo, in quanto elemento paesaggistico-architettonico di un luogo unico: lo Spasimo. Stiamo parlando dell'esemplare di ailanto che si trova all'interno del complesso monumentale.

L'albero, che è alto circa 20 metri ed ha quasi 80 anni d'età, è a rischio crollo. E per questo potrebbe essere abbattuto. Una malattia lo sta divorando da dentro, tanto che si è aperta una cavità basale di almeno 30 centimetri. Una sorta di cono rovesciato che parte dalla radice e sale nel fusto. Gli esperti sono tutti concordi sulle "condizioni drammatiche dell'albero" ma stanno provando ad evitarne l'abbattimento o quanto meno a ritardarlo il più possibile.

Il caso fa discutere e riapre il dibattito sulla gestione del patrimonio arboreo cittadino. Qualche settimana fa, il deputato nazionale del M5S Aldo Penna - un passato tra i Radicali, da sempre sensibile alle tematiche ambientali - ha puntato il dito contro l'amministrazione Orlando, sostenendo che "a Palermo è finora mancata una reale attenzione verso il verde e la manutenzione è inadeguata". In generale, troppi alberi abbattuti: "Una strage che va fermata", ha affermato.

Nel caso specifico dell'ailanto che si trova allo Spasimo, l'abbattimento sarebbe giustificato sia dalla malattia che sta degenerando sia dal pericolo per la pubblica incolumità. Buona parte dello Spasimo è stata transennata, eccetto un solo corridoio e il palco con le scalinate. La 5PV, azienda che si occupa del servizio di valutazione di stabilità delle piante ad alto fusto, ha effettuato "controlli meticolosi, esaustivi e nel pieno rispetto del protocollo Sia (Società italiana di arboricoltura)". Così l'agronomo e responsabile scientifico Claudio Benanti, che ha aggiunto: "Le prospettive di vita sono minime e la degenerazione in fase avanzata inficia la stabilità della pianta".

Oltre a Benanti, dell'ailanto dello Spasimo si sono interessati altri esperti: il professore universitario Giuseppe Barbera (ex assessore al Verde), l'agronomo Giuseppe La Mantia, dottore forestale Carlo Di Leo e il dottore forestale Emanuele Rinaldi. "Abbiamo calendarizzato alcune ulteriori indagini per cercare di determinare in maniera univoca la scelta da attuare", ha puntualizzato Benanti. Segno che anche gli esperti sono divisi sul da farsi. Insomma, un dilemma: va abbattuto o no?

"Le anomalie rilevate, anche dalla sola indagine strumentale resistografica, potrebbero non essere determinanti per inserire l’albero in classe D (rischio crollo estremo) e quindi decretarne l’abbattimento immediato - ha scritto Emanuele Rinaldi in un post sul suo profilo Facebook -. Sarebbe opportuno eseguire ulteriori e molteplici indagini strumentali anche in quota e di maggior dettaglio, per lo meno una tomografia sonica del colletto e a diverse altezze del fusto, una prova di trazione controllata e, se possibile, delle ispezioni all’apparato radicale. Ho chiesto al vice sindaco Fabio Giambrone di rimandare l'abbattimento e di acquisire elementi chiari che possano supportare, in maniera certa ed inequivocabile, le decisioni finali: abbattimento, non abbattimento e quindi eventuali pratiche agronomiche per la mitigazione del rischio".

"Alcuni colleghi hanno sollevato la richiesta di effettuare ulteriori indagini strumentali - ha replicato Benanti - ma la maggior parte di queste, in considerazione della tipologia di albero, risulterebbero aggiungere poco o nulla a quanto già riscontrato".

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