Ancora una notte di violenza alla Vucciria: "Io, picchiato per aver difeso un trans"

A raccontare l’episodio un 34enne che ha riportato una ferita al volto: "Qui la vita notturna è diventata pericolosa e ci sono anche problemi di omofobia e razzismo. Non ho denunciato, sarebbe stato inutile. Mio padre è medico, è stato lui a mettermi i punti"

La sua colpa sarebbe stata quella di aver preso le parti di una persona finita nel mirino di qualcuno per via della sua identità di genere. Un gesto che gli è costato una ferita all’arcata sopracciliare causata da un pugno e suturata con un punto interno e 8 esterni. A raccontare l’episodio di violenza risalente alla scorsa settimana, alla Vucciria, è la stessa vittima dell’aggressione: "Sono stato picchiato perché ho difeso un trans da una persona che lo derideva e gli diceva parolacce. Questa zona è diventata invivibile, forse non è una cattiva idea evitare la vendita di alcolici dopo una certa ora".

Roberto, un 34enne che gestisce alcune strutture ricettive, ripercorre le tappe di quella serata. "Eravamo cinque ragazzi e quattro ragazze, stavamo risalendo che la scalinata che da piazza Caracciolo porta in via Roma. Lì ho visto che c’era un trans che discuteva animatamente con un altro ragazzo al quale poi ha detto: ‘Sei un ignorante’. Mi sono rivolto al ragazzo dicendogli di lasciarlo stare perché non era giusto. Mi ha risposto: ‘Perché, ti immischi tu?’. Non mi ha fatto fiatare e mi ha dato un pugno in faccia. Ho deciso di non reagire, ho solo chiesto spiegazioni".

Dopo il pugno volto un amico di Roberto è intervenuto cercando di riportare la calma ma rischiando anche lui di essere colpito. "Chissà cosa aveva bevuto o assunto, non è stata una scena normale. Purtroppo la Vucciria è cambiata molto negli ultimi tempi, prima c’era un ambiente misto mentre ora girano molte persone poco raccomandabile e troppi spacciatori. Ho visto il sangue e la mia camicia strappata, l’ho minacciato di chiamare la polizia e alla fine è andato via". Nonostante l’accaduto però il 34enne ha deciso di non sporgere denuncia.

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"Si sa che la zona - conclude - non è più quella di una volta e purtroppo si registrano anche molti episodi di omofobia e razzismo. Avrei chiamato le forze dell’ordine per un intervento sul posto ma non ho voluto sporgere denuncia, ma se anche se l’avessero preso non sarebbe servito a nulla e mi sarei messo in una situazione scomoda. Sono tornato a casa e mi sono fatto suturare la ferita da mio padre che è un medico. Palermo a tratti è diventata pericolosa, non sentirsi al sicuro nella propria città è brutto. In ogni zona della movida notturna dovrebbero esserci sempre le forze dell’ordine".

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