Palermo, la B all'orizzonte: "Dieci milioni di motivi per fare una C da protagonisti"

Conferenza con brindisi-promozione allo stadio. Mirri: "Di Piazza rispetterà gli impegni. Tacopina? Chiunque si avvicini al Palermo dovrà dimostrare di essere più appassionato di me". Orlando: "Ringrazio la società per aver mantenuto l'impegno". Sagramola blinda Martin e Accardi e parla del futuro allenatore

Sagramola, Orlando e Mirri

Orlando al fianco di Mirri. Mirri al fianco di Orlando. Di nuovo insieme a distanza di 10 mesi dall'ultima apparizione a Palazzo delle Aquile per la presentazione del nuovo Palermo. Dieci mesi in cui sono cambiate tantissime cose: il Palermo ad esempio si è riaffacciato al mondo dei professionisti, rispettando dunque tutte le promesse messe nero su bianco sul progetto depositato sul tavolo del Comune dal duo composto da Mirri e Di Piazza. Che attualmente però stanno vivendo un momento poco felice sotto il punto di vista della convivenza. Dalle frizioni iniziali si è passati ad una frattura davvero difficile da ricomporre. E Mirri fa mea culpa: “Non so se la scelta di fare squadra con Di Piazza sia stato un peccato originale, ma sono sicuro che Di Piazza saprà rispettare gli impegni presi con questi colori. Adesso però godiamoci il ritorno fra i professionisti”. 

Orlando: “Siamo sempre stati professionisti”

Ci teneva particolarmente Orlando a sedersi nuovamente al fianco di Mirri per festeggiare un traguardo importante come quello del ritorno fra i professionisti. Perché in fondo a trionfare fra i dilettanti è stata anche la sua squadra. Non il Palermo, ma Hera Hora, società individuata proprio dal primo cittadino in seguito al bando post-fallimento. “E’ la festa di tutta la città – ha detto Orlando – una grande gioia per una tifoseria, fatemelo dire, da Serie A. Penso che coniugare entusiasmo e rispetto per chi in questo periodo di emergenza ha tanto sofferto, è motivo d'orgoglio per tutti.  Tornare fra i professionisti non era un obiettivo, ma l’obiettivo. Ringrazio la società per aver mantenuto l'impegno dato al momento del bando, per aver riportato il calcio in città, ma anche e soprattutto un grande clima d’entusiasmo e di passione verso i colori rosanero. Durante questa annata non ho mai sentito una sola volta parlare Dario Mirri di un giocatore o di questioni calcistiche. Così come aveva preannunciato, ha fatto solo e soltanto il presidente differenziandosi dalle gestioni precedenti. Non voglio entrare nel merito di questioni interne alla società, il sindaco - continua - non parla dei soci, ma si compiace quando gli impegni vengono mantenuti. Mi auguro che possa sempre esserci un clima di festa. Per quanto riguarda lo stadio posso dire che abbiamo già pronta per il Consiglio comunale la delibera di concessione per l'impianto della società. Come giunta è passata la volontà di mettere a gara la concessione del diritto di superficie, così come hanno fatto tante altre città della penisola”.

Mirri: “Il dovere di vincere adesso diventa una possibilità”

Ci ha voluto mettere la faccia il presidente Dario Mirri, che da sempre si è detto contrario ad apparire davanti alle telecamere. La conferenza che si è svolta questo pomeriggio allo stadio (con tanto di brindisi insieme al sindaco per la promozione) è stata un modo per festeggiare, seppure sobriamente, il ritorno fra i professionisti, ma anche e soprattutto per fare un punto della situazione sul tema più caldo. Il rapporto con Tony Di Piazza. Prima però Dario Mirri ha voluto parlare ai tifosi “da tifoso” prima ancora che da presidente. “In questi giorni ho ricevuto tanti ringraziamenti da parte della città, ma in realtà sono io a dover ringraziare il popolo palermitano. Uno per uno. Voglio dire grazie a chi ci ha dato fiducia sin dal primo giorno. Ci siamo caricati sulle spalle l'obbligo del risultato. Della vittoria. Farlo – confessa - è stata una grande responsabilità, il mio compito è stato quello di trasmettere un grande senso di passione, cosa che continuerò a fare anche in futuro. Chi ama il Palermo lo ama per sempre, sia da sindaco, da tifoso o da presidente. I tifosi inoltre hanno rinunciare al rimborso dell’abbonamento. Questa è una dimostrazione di senso d'appartenenza, è la prova che piano piano stiamo comprendendo realmente cosa voglia dire essere una grande famiglia. Per non parlare della scelta dei nostri giocatori di rinunciare al premio promozione. Ragazzi che nella maggior parte dei casi vengono descritti come persone viziate che hanno solo ricevuto dalla vita. Bene, il Palermo può dire di avere in squadra degli uomini veri, persone che hanno compreso cosa significhi indossare i colori rosanero. Ricordiamoci che stiamo parlando  di ragazzi che guadagnano anche 1.500 euro e che magari un domani non saranno neanche più giocatori del Palermo. Eppure hanno deciso di lasciare parte del premio nelle casse del club, da loro definita ‘una seconda famiglia’. Vogliamo sicuramente continuare a vincere, stiamo costruendo un grande gruppo per un campionato durissimo come quello di C. il dovere adesso dovrà diventare una possibilità, quella di vincere. Ai tifosi dico di non guardare soltanto indietro, ma anche e soprattutto avanti. Leggo di ex allenatori, ex calciatori, ma non è detto che siano loro la chiave di svolta di questa società. abbiamo conosciuto Felici, Silipo e Floriano, col tempo potremo conoscerne tanti altri”. 

“Il Palermo è una cosa seria”

Nonostante la promozione però in casa Palermo non sono giorni prettamente felici. Malumori divenuti frazioni, poi sfociati in una vero e proprio contenzioso fra Mirri e Di Piazza. Che, nonostante i tanti disappunti, continuano – per il momento – a remare l'uno al fianco dell’altro. ma la collaborazione sembra destinata a svanire. “Il Palermo non è un giocattolo, nessuno tramite questi colori dovrà pensare di poter fare i propri interessi”, ha confessato l’imprenditore palermitano nel corso della conferenza. Un messaggio, molto probabilmente, rivolto anche e soprattutto al suo – per il momento – socio in affari: Tony Di Piazza. E anche a chi magari sta pensando di voler mettere le mani sopra il Palermo. come Tacopina ad esempio che a gennaio a detta di Mirri voleva intavolare una trattativa per l'acquisizione del club. “Posso soltanto dire – ha confessato il presidente del Palermo - di non averlo mai conosciuto. Lui stesso ha confermato di avere avuto contatti con Di Piazza e non con me. A gennaio – racconta - sono stato chiamato da un avvocato. Il Palermo non è una scatola chiusa, non mi posso permettere di non ascoltare proposte di gente interessata. Ma chiunque si avvicini al Palermo dovrà dimostrare di essere più appassionato di me, fino ad allora il mio ruolo sarà quello di verificare le opportunità. Non credo che la cronaca del calcio giovi a favore di Tacopina, mi era stato detto che fosse interessato al Palermo, non appena appresa la notizia mi alzai e dissi a Di Piazza di non volere ascoltare alcuna offerta. Pregai addirittura Di Piazza di non invitarlo allo stadio”. 

“Ad ogni azione una reazione” 

Parole dirette proprio a Tony Di Piazza, che negli ultimi giorni sembrerebbe essere tornato sui propri passi, ritirando le dimissioni da vice presidente. “Non ho dubbi  - ha detto Mirri - che Di Piazza manterrà i suoi impegni. Da questo punto di vista posso garantirvi che siamo sereni, la società d’altronde il prossimo anno dovrebbe fatturare una cifra pari a dieci milioni. Le prospettive sono eccellenti. Di Piazza è un socio, non è un amministratore, per quello ci affidiamo alle competenze di Sagramola, che tanto bene ha fatto quest’anno. Non posso però sapere cosa deciderà di fare in futuro l'imprenditore italo-americano. Fino a ieri ha  confermato davanti ai tifosi il suo impegno, quindi non ho motivo di pensare a un qualche tipo di colpo di scena. Ciò che è certo è che la società ha i soldi per gestire nel miglior modo possibile la prossima stagione in Serie C. Abbiamo per le mani, e ci tengo a dirlo ai tifosi, una società con una cassa capiente. E' vero che Di Piazza si è detto disposto a ritirare le dimissioni, ma è altrettanto vero che nelle ultime settimane ci sono stati tanti passi indietro da parte di Di Piazza. Prima voleva vendere, poi non più. Poi voleva dimettersi, poi ha cambiato idea. Ad ogni azione una reazione, quello che è successo ha un significato. Il Palermo non è un giocattolo, non ci sono padroni”. 

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Sagramola: “Costruiremo una squadra competitiva”

Si è parlato anche del futuro. Del prossimo campionato, del nuovo organico e anche di un eventuale tecnico a cui affidare la squadra. Domande a cui ha risposto Sagramola, portavoce di un progetto tecnico costruito in simbiosi con Castagnini. “L’impegno – ha detto è quello di costruire una squadra competitiva che possa lottare da protagonista in Serie C. Visto il momento è certo che non siamo noi a dettare i tempi di tale programmazione. Attualmente – spiega - stiamo cercando di sistemare le questioni inerenti ai giocatori che avevamo già in forza. Quindi i tanti giovani di prospettiva su cui abbiamo puntato l’anno scorso. Martin e Accardi ad esempio faranno ancora parte di questa società, c'era già un accordo di massima con i giocatori in caso di vittoria del campionato. Poi valuteremo anche quali giocatori saranno disponibili a fine stagione, magari a parametro zero, viste le tante problematiche che stanno attraversando le società a causa del Covid-19. Per quanto riguarda il profilo del tecnico, stiamo pensando ad un allenatore che abbia esperienza nel campionato di C, ma anche in palcoscenici più importanti. Un profilo che prediliga il bel gioco, perché questa piazza – conclude - merita uno spettacolo in campo”.

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