Un appello per salvaguardare il lago di Piana degli Albanesi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Da poche settimane l’Arpa ha pubblicato il “Annuario dei dati ambientali 2020” nel quale, analizzando i numerosissimi dati monitorati, mostra un’ampia panoramica dello stato di salute di diverse componenti ambientali in Sicilia (1). In questa breve analisi vogliamo estrapolare i dati relativi il Lago di Piana degli Albanesi, al fine di richiamare le amministrazioni interessate ad una maggiore attenzione per la salvaguardia di questo prezioso bene ambientale, nonché già riserva idrica per una vasta popolazione. Le acque del lago di Piana degli Albanesi sono destinate ad uso potabile, infatti sono pompate dall’Amap a ben 2 potabilizzatori che servono la città di Palermo. Per essere destinate alla produzione di acqua potabile, le acque degli invasi sono classificate dalle Regioni in base della loro qualità in A1, A2 o A3. Il lago di Piana rientra in classe A2, nonostante ciò, secondo quanto riportato da ARPA, le acque del lago non soddisfano gli standard di qualità di questa classe.

Dal trend degli ultimi anni solo quattro volte su 9 le acque sono risultate conformi con la classificazione associatagli dalla regione. Inoltre, la non conformità si ripete in ben 4 degli ultimi 5 anni, mostrando così un peggioramento della qualità delle acque (2). Tra i parametri che superano gli standard, negli anni si è confermata un’alta concentrazione di “coliformi totali”. Questo parametro è un indicatore della presenza di batteri tra i quali quelli di origine animale o umana, anche patogeni. Quali sono le cause di questo stato di inquinamento delle acque del lago? L’ipotesi principale è la presenza di un sistema fognario inefficiente ed incompleto, così come la depurazione delle acque reflue nere prodotte. Per questo Piana degli Albanesi rientra nell’elenco dei comuni con procedura di infrazione comunitaria 2014/2059 sulla depurazione delle acque di scarico.

Di seguito vi riportiamo poche righe della relazione firmata Amap del settembre 2020 (3): “La principale criticità della rete di raccolta e collettamento a servizio del centro urbano risiede nel non corretto convogliamento dei reflui civili nei canali di maltempo con conseguente sversamento a valle dell’abitato di refluo non adeguatamente trattato.” Per quanto caro sia per i cittadini di Piana e Santa Cristina Gela il lago e l’ecosistema che costituisce, ad esso non ne corrisponde una eguale cura ed attenzione della sua salvaguardia. Paradossalmente, nonostante lo stato di salute del lago dipendano dall’attività antropica dei due comuni, nessuno di questi usufruisce della risorsa idrica che esso costituisce. Da anni si sente parlare del progetto di realizzazione di un potabilizzatore che permetta ai cittadini di Piana degli Albanesi di usufruire delle acque del lago e superare la carenza idrica che la ha investito negli ultimi anni. Questa è un’opera che riteniamo fondamentale per superare la scarsità idrica. Al contempo, rappresenta l’occasione per svegliare l’attenzione sullo stato di salute del lago in quanto principali interessati.

Tuttavia quest’opera essere l’unica la soluzione al problema idrico del territorio. Piuttosto, è necessario un piano integrato che consideri i vari aspetti coinvolti, tra questi: - Salvaguardia della risorsa idrica e dell’ecosistema lago; - Minimizzazione degli sprechi e perdite d’acqua; - Efficientare l’uso di tutte le risorse idriche del territorio (acque reflue, piovane, ecc.).

Riferimenti: (1) https://www.arpa.sicilia.it/70-indicatori-sullo-stato-dellambiente-in-sicilia-online-lannuario-di-arpa/ (2) https://www.arpa.sicilia.it/temi-ambientali/acque/monitoraggio-delle-acque-superficiali-destinate-alla-produzione-di-acqua-potabile-2/#1549026248485-6f588022-87ef (3) https://www.amapspa.it/wp-content/uploads/2020/09/DS_01_RELAZIONE.pdf

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