Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

Reset, Barone (Asia): "Servono 40 milioni, società accetti il servizio di pronto intervento stradale"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Dopo la sospensione della procedura di cassa integrazione, che avrebbe visto i lavoratori della Reset essere nuovamente le vittime sacrificali tra i dipendenti delle partecipate, siamo arrivati ad un momento cruciale. I sindacati hanno fatto richiesta di incontro urgente all'amministrazione in vista del bilancio 2020 e della scadenza del contratto di servizio con il Comune, fissata al 31 dicembre. Tanti sono i nodi da sciogliere, con una necessità economica aziendale di circa 40 milioni (a fronte dei 31 attuali) per poter ridare quella dignità lavorativa tolta nel 2012 a questi lavoratori".

Lo scrive in una nota il segretario di Asia, Salvo Barone. "Se da un lato - spiega - l'amministrazione spinge per attivare percorsi di mobilità orizzontale verso le altre partecipate (operazione che frutta 2,5 milioni); dall'altra la Reset si è più volte espressa negativamente rispetto all'assegnazione del servizio di monitoraggio e pronto intervento strade, tolto a Rap nell'ultimo contratto e da assegnare ex novo entro il 30 marzo 2021". Servizio quest'ultimo che ammonta a 4,5 milioni e che sicuramente sarebbe una ottima strada da percorrere, probabilmente definitivamente, considerando che per arrivare ai 40 milioni annui mancherebbe poco".

Da qui la richiesta al Comune "di fornirci un elenco dettagliato delle attività legate al monitoraggio e all'emergenza strade, che possano consentire una prima selezione del personale, un consequenziale percorso formativo, nonché l'identificazione di mezzi e attrezzature necessarie, evitando lo strumento del subappalto-noleggio a volte utilizzato dall'azienda per servizi a comando o progetti. Le cose certe - conclude Barone - sono tre: il servizio non si può rifiutare, deve essere svolto al meglio, si ha il tempo per una seria programmazione e progettazione per arrivare al 30 marzo adeguatamente. Non si possono lasciare i lavoratori part-time e rifiutare 4,5 milioni".

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