Cronaca

Anche sui binari siciliani i treni di ultima generazione: arrivano i convogli Pop

In circolazione dal 15 dicembre. Fanno parte dei 43 treni (21 Pop, 17 ibridi e 5 elettrici) previsti per il rinnovo della flotta nell'Isola. Verso il biglietto unico per bus, tram e treno per le tratte a corto raggio. Il presidente della Regione Musumeci: "Bene Trenitalia, mentre a Rfi contestiamo la lentezza nella progettazione"

Il nuovo treno

A ritmo di Pop. Musica nuova per i passeggeri di Trenitalia, che dal prossimo 15 dicembre - in concomitanza con l'avvio del nuovo orario invernale - potranno viaggiare su convogli di ultima generazione. I treni Pop, per l'appunto. Il primo dei nuovi mezzi, consegnato stamattina alla presenza dei vertici di Trenitalia e della Regione - sarà in circolazione sulla linea Palermo-Termini Imerese.

In totale saranno 5 i Pop impiegati entro fine anno sulle tratte Palermo-Messina e Messina-Catania: fanno parte dei 43 treni (21 Pop, 17 ibridi e 5 elettrici) previsti per il rinnovo della flotta della Sicilia. I treni rientrano nel contratto di servizio decennale sottoscritto a maggio del 2018 tra la Regione e Trenitalia, che prevede investimenti per oltre 426 milioni di euro, di cui 325 milioni destinati all'acquisto dei nuovi treni per potenziare la mobilità regionale e metropolitana. 

"L'Isola è la prima regione del Sud in cui viaggeranno questi treni moderni. Un risultato importante conseguito perché il governo regionale ha creduto nel rilancio del trasporto ferroviario. In Sicilia registriamo la maggiore crescita di passeggeri dal 2018 al 2019: un milione in più, ovvero un incremento del 12%. Adesso dobbiamo puntare su un sistema di trasporti intermodale". Così l'amministratore delegato di Trenitalia, Orazio Iacono, che ha annunciato "l'introduzione del biglietto integrato bus-treno. Nei primi mesi del 2020, assieme a Regione e Amat, contiamo di trovare l'accordo per l'integrazione. Cominceremo da Palermo, per poi passare ad altre città siciliane". 

Un solo biglietto unico per bus, tram e treno quindi per le tratte di corto raggio, urbane e sub-urbane, che secondo il governatore Nello Musumeci "non dovrebbe costare più di 1,50 euro". 

"Per tanto troppo tempo - ha aggiunto il presidente della Regione - in Sicilia il trasporto ferroviario è stato sacrificato. Trenitalia sta dando segnali di discontinuità, la stessa cosa non può dirsi di Rfi. Senza una rete ferroviaria adeguata i nostri treni continueranno ad avere tempi biblici incompatibili con le esigenze di mobilità dei siciliani. In questo momento Rfi ha oltre 2 miliardi di fondi programmati dalla Regione: alcuni cantieri sono aperti, altri no per mancanza di progetti. Ecco, a Rfi contestiamo la lentezza nella progettazione. Io e l'assessore Falcone gli staremo con il fiato sul collo".

In attesa della svolta sul fronte infrastrutturale, la Regione porta a casa un risultato previsto all'atto della stipula del contratto di servizio. Ossia il rinnovo della flotta che, quando entreranno in esercizio tutti i 43 nuovi treni, ridurrà l'età media dei convogli da 24,5 a 7,6 anni. Operazione che, secondo il cronoprogramma Regione-Trenitalia, verrà completata nel 2021. "Stiamo rispettando gli impegni - assicura l'ad di Trenitalia Iacono - e l'incremento dei passeggeri in Sicilia lo dimostra. Se mettiamo in esercizio nuovi treni con questa qualità e affidabilità il servizio potrà migliorare ancora in termini di frequenza e velocità". 
 

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