Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Due imprese “coprivano” il pizzo Mafia, sequestrati beni per 8 milioni

Il provvedimento è scattato nei confronti di Giovanni Di Trapani, ritenuto il "reggente" di Ficarazzi. Le ditte, intestate a familiari, servivano per regolarizzare sul piano fiscale i proventi del racket

Carabinieri sequestrano beni per 8 milioni

Era in possesso di due imprese che esercitavano un vero e proprio monopolio imponendo un prezzo agli imprenditori edili maggiorato del 40% rispetto ai costi del settore. Le stesse aziende poi, appartenenti al presunto boss di Ficarazzi Giovanni Di Trapani ma intestate ai familiari, servivano per “coprire” i proventi del pizzo. I carabinieri hanno sequestrato tra Ficarazzi, Bagheria e Agrigento beni per un valore complessivo pari a 8 milioni di euro, su decreto della sezione Misure di prevenzione del Tribunale. Il sequestro è stato eseguito nei confronti di Giovanni Trapani, 54 anni, ritenuto il "reggente" di Ficarazzi e al vertice su quel territorio del racket delle estorsioni. Gli arresti del 5 agosto scorso avevano tra l'altro stroncato sul nascere un suo scontro con l'aspirante boss Atanasio Alcamo.

Le aziende sequestrate sono la "PA.MA. Costruzioni di Pace Marianna", con sede a Ficarazzi, la cui titolare è una nipote di Trapani, e la "Triassi srl", con sede a Ribera (Agrigento), di cui sono titolari Silvana Trapani, 50 anni, e Mariangela Manna, 29 anni, rispettivamente sorella e nipote di Giovanni Trapani. Le due imprese, secondo i carabinieri, esercitavano un vero e proprio monopolio imponendo i loro servizi agli imprenditori edili con prezzi superiori anche del 40%, rispetto a quelli ordinariamente praticati nel settore.

Inoltre, le ditte servivano anche per regolarizzare il "pizzo" sul piano fiscale: i versamenti periodici – concentrati soprattutto a Natale e Pasqua - venivano infatti mimetizzati nella forma di normali pagamenti, per forniture e opere in subappalto, e fatturati. Sono stati sequestrati anche uno stabilimento balneare e vari immobili, tra terreni edificabili e agricoli, appartamenti, tre intere palazzine residenziali, due capannoni industriali, e una villa sul mare, tutti tra Ficarazzi e Siculiana (Agrigento), paese di origine della moglie del boss.

La misura patrimoniale colpisce poi autovetture di lusso, mezzi meccanici quali ruspe ed escavatori, conti corrente, buoni fruttiferi, obbligazioni, libretti deposito e risparmio, mutui, fideiussioni, fondi d'investimento. Malgrado la ricchezza accumulata, il boss Trapani si presentava in maniera dimessa, si muoveva a bordo di vecchie utilitarie e vestiva quasi sempre abiti da lavoro.
 

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