Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Uditore-Passo di Rigano / Via Roccazzo

Tensione all'Amat, addetti servizio pulizie bloccano i bus e salgono sul tetto dell'autoparco

La protesta è scattata ieri sera: lunga fila di mezzi e traffico bloccato in via Roccazzo. Esposto un lenzuolo contro "l’appalto della vergogna". I lavoratori temono che l'azienda possa affidare il servizio alla Reset. Il presidente Cimino a PalermoToday: "Ancora non è stata assunta nessuna decisione"

I lavoratori di Euroservice sul tetto in via Roccazzo

Hanno bloccato l'ingresso dell'autoparco, per non far entrare i bus a fine servizio, e sono saliti sul tetto per protestare contro "l’appalto della vergogna". A manifestare ieri sera e bloccare il traffico in via Roccazzo sono alcuni dei lavoratori della Euroservice, ditta che da anni si occupa delle pulizie sui mezzi di trasporto dell'Amat. Temono il licenziamento perché il servizio potrebbe essere affidato alla Reset. Dall'Amat però prendono tempo. "Ancora - dichiara a PalermoToday il presidente Michele Cimino - non è stata assunta nessuna decisione e, di certo, fino al 31 luglio sarà Euroservice a gestire il servizio di pulizie".

Le tappe della vicenda

Una settimana fa l’azienda aveva annunciato alla cooperativa una proroga del servizio senza però dare garanzie sulla durata. Un fatto che aveva lasciato perplessi i sindacalisti della Cisal Gianluca Colombino e Luca Colletta che, per questo, avevano anche deciso di lanciare un appello alle forze politiche al fine di "predisporre un bando che attivi la clausola sociale di garanzia occupazionale, peraltro prevista dal contratto applicato a tutela degli attuali lavoratori". La clausola impone all’impresa subentrante in un appalto, di utilizzare i lavoratori del servizio attivo. L'affidamento in house, invece, la scavalcherebbe lasciando sul lastrico 40 lavoratori. 

A lanciare l'allarme, il primo giugno, era stato il segretario generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani, Mimma Calabrò: "Abbiamo ricevuto - annunciava la sindacalista - comunicazione ufficiale da parte della Euroservice srl, azienda uscente che svolge il servizio in appalto, con la quale anticipa l'apertura della procedura di licenziamento collettivo a seguito della prossima scadenza dell’appalto prevista per il prossimo 30 giugno. Ci troviamo nuovamente - continuava - di fronte a fenomeni di cannibalismo sociale per questi lavoratori, dal momento che, continuerebbero le interlocuzioni fra Reset e Amat per un nuovo affidamento del servizio di pulizia senza alcuna garanzia per le 40 unità già impiegate".

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"Sono molto preoccupato. Quello che sta accadendo all’Amat e - commenta il consigliere del M5s Antonino Randazzo - le decisioni che sembrerebbe la società abbia assunto rischiano di portare al licenziamento di ben 40 persone. Una vera e propria macelleria sociale, per di più in un momento storico assai difficile per il mercato del lavoro cittadino a causa della pandemia, mercato del lavoro che non è mai stato particolarmente florido nella nostra città. Ho trasmesso - conclude il consigliere - una nota urgente al sindaco Leoluca Orlando, e agli assessori Marano e Catania invitandoli ad approfondire la questione e predisporre un bando che possa attivare la clausola di garanzia occupazionale e scongiurare che 40 famiglie finiscano sul lastrico".

"A pochi giorni dalla scadenza contrattuale dell'appalto, chiediamo all'amministrazione - aggiungono il capogruppo del M5S Palermo Viviana lo Monaco e la consigliera comunale Concetta Amella - e al sindaco di farsi garanti della salvezza del comparto. Nei giorni scorsi, abbiamo indirizzato una nota formale a tutti gli attori coinvolti nella vicenda, dal sindaco agli assessori competenti, compreso il segretario e direttore generale, ai quali abbiamo mosso una serie di domande e osservazioni su una procedura che finirebbe per alimentare uno scontro sociale infrangendo la legittima aspirazione di chi un lavoro ce l'ha e vorrebbe mantenerlo”.

Intanto stamattina una delegazione di lavoratori incontrerà il segretario del sindaco per discutere del futuro. Dopo aver avuto questa certezza la protesta ieri sera, verso mezzanotte, è rientrata.

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