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Rapine a banche e gioiellerie, in carcere un giovane palermitano

Tommaso Roberti è stato tratto in arresto nella sua abitazione: risulta indagato nell'ambito dell'operazione denominata "Coyote", che due mesi fa sgominò una gang di ladri

Faceva parte di una banda che rapinava banda e gioellerie. Gli agenti della squadra Pegaso della sezione investigativa del commissariato di polizia di Mazara del Vallo, hanno eseguito una ordinanza di misura cautelare in carcere a carico di Tommaso Roberti, palermitano di 24 anni. L'ordinanza è stata emessa dal Gip di Marsala. Il palermitano risulta già indagato nell’ambito dell’operazione denominata “Coyote” che fece luce su una serie di rapine a mano armata a istituti di credito e gioiellerie a Vita, Marsala, Partanna e Ascoli Piceno. I colpi sono stati messi a segno tra gennaio e febbraio 2016.

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Roberti è stato tratto in arresto nella sua abitazione, come da disposizioni impartite dal giudice competente: "una volta completata la redazione degli atti di polizia giudiziaria - si legge in una nota - si è proceduto a condurre Roberti in carcere, a Palermo. L’ arresto si inserisce in un complesso ed articolato filone operativo, già intrapreso da alcune settimane dai poliziotti del commissariato locale per contrastare con determinazione il fenomeno della diffusione dei reati".

Roberti-Tommaso-2Le indagini dell'operazione Coyote sono partite nel 2016, dopo un colpo messo a segno in un’attività commerciale di Vita, nel Trapanese, e hanno trovato l'apice lo scorso ottobre con 14 arresti (sei palermitani). Da Brancaccio e Ballarò a Trapani per svaligiare banche e gioiellerie. Tra i palermitani coinvolti anche Emanuele Rubino, il 28enne accusato del tentato omicidio del gambiano Yusupha Susso, colpito da un proiettile in via Maqueda. I palermitani avrebbero agito con otto complici, finiti in manette. Dopo il blitz di Vita i poliziotti sono risaliti a sei mazaresi che si tenevano in contatto con i palermitani, considerati "parte attiva" della banda. In questo modo è stato possibile sventare un’altra rapina, questa volta a Marsala. Un uomo e una donna entrarono in una gioielleria all’orario di chiusura e, dopo aver finto di voler acquistare della merce, hanno dato il segnale ai complici che hanno fatto irruzione armati e con il volto coperto.

Altre due le rapine, ai danni di una gioielleria di Ascoli Piceno, sono state bloccate per tempo. Diverso l’esito del colpo messo a segno a febbraio a Partanna, in una filiale del Monte dei Paschi di Siena, che fruttò alla banda 37 mila euro. Dopo i contatti fra le questure siciliane e quella ascolana, due dei rapinatori sono stati segnalati e arrestati, ma appena quindici giorni dopo la banda tornò a colpire. Anche questa volta, però, attorno alla gioielleria c’erano diverse pattuglie appostate vicino al negozio che riuscirono a fermare i malviventi.

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