"Onorata per la nomina a Palermo": in città il prefetto Antonella De Miro

Arriva nel capoluogo siciliano, dove si insedierà tra poche ore, dopo avere ricoperto lo stesso incarico a Perugia. Subentra a Francesca Cannizzo, trasferita dopo che il suo nome era comparso nelle intercettazioni dell'inchiesta sulla gestione dei beni confiscati che ha travolto il giudice Silvana Saguto

Foto archivio

"Torno dopo circa 9 anni nella mia terra di Sicilia, carica di un grande bagaglio di esperienza professionale e umana maturata nelle mie diverse sedi di lavoro. Orgogliosa di una nomina che mi onora e rappresenta il riconoscimento per il mio impegno professionale e per il lavoro fin qui svolto". Con queste parole Antonella De Miro, che tra poche ore si insedierà come prefetto di Palermo, ha concluso la sua esperienza come prefetto di Perugia. Alla cerimonia di saluto erano presenti anche il sottosegretario all'Interno Gianpiero Bocci, il presidente della Regione, Catiuscia Marini e il sindaco di Perugia Andrea Romizi.

La nomina di Antonella De Miro è arrivata dal Consiglio dei ministri alla fine di dicembre "sanando" il vuoto che si era venuto a creare con il trasferimento Francesca Cannizzo, il cui nome era comparso più volte nelle intercettazioni dell'inchiesta sulla gestione dei beni confiscati che ha travolto il giudice Silvana Saguto indagata per corruzione aggravata, induzione alla concussione, abuso d'ufficio“

"A Perugia - ha detto De Miro - ho svolto le funzioni di prefetto per poco più di un anno, 16 mesi per l’esattezza, un periodo breve ma intenso di lavoro attento e appassionato, ricco di attività ed iniziative che hanno richiesto molteplici sinergie istituzionali e condivisione di intenti, sia per la tutela della sicurezza del territorio, sia per un’efficace difesa dalle possibili infiltrazioni mafiose nell’economia legale, sia a garanzia della coesione sociale, nonché in tema di assistenza ai profughi e di protezione umanitaria. Si tratta di azioni che hanno richiesto una costante attività di coordinamento e un impegno quotidiano nel far rete in maniera davvero costruttiva con le forze di polizia e con le istituzioni locali e le pubbliche amministrazioni, anche attraverso i tavoli del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e della Conferenza permanente, grata di aver sempre potuto confidare nella massima leale collaborazione di ciascun organo o ufficio. Ho dovuto anche prendere, responsabilmente, decisioni importanti e talora anche difficili, e sempre nel massimo interesse di questa splendida terra, rispetto alle quali non è mai mancato il calore della fiducia e della stima riservate alla mia persona, come anche della considerazione riservatami dagli organi di informazione".

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