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Alberto Pierobon

Alberto Pierobon

Poche piogge e calano ancora le riserve idriche: il Palermitano tra le aree più colpite

Dal report dell'Autorità di bacino della Regione emerge nell'Isola una diminuzione sensibile rispetto al mese scorso, ma di ben il 17 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. A fare le spese della siccità sono soprattutto due degli invasi che approvvigionano la città e la provincia, il Rosamarina ed il Poma

Le riserve idriche dell’Isola sono quasi dimezzate (sono disponibili in tutto 533,50 milioni di metri cubi d’acqua a fronte di una capacità complessiva degli invasi di 987,75) e la scarsità delle piogge nei primi due mesi dell’anno non agevola la situazione. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, si registra un calo del 17 per cento dell’acqua disponibile (erano 643,05 milioni di metri cubi). E gli invasi che in Sicilia hanno subito le diminuzioni maggiori sono proprio due di quelli che approvvigionano la città e la provincia, ovvero il Rosamarina ed il Poma.

I dati emergono dal report appena pubblicato dall’Autorità di bacino della Regione ed i tecnici tendono a considerare la riduzione delle riserve idriche “molto limitata” rispetto al mese scorso, ma anche rispetto ad un anno nero come il 2018. Inoltre viene evidenziato che nelle aree occidentali e tirreniche dell’Isola “si attenua, almeno parzialmente, il fabbisogno irriguo, dando respiro alle coltivazioni di cereali”.

Andando alla specificamente alla situazione palermitana, l’invaso Rosamarina, che ha una capacità di 100 milioni di metri cubi d’acqua, ne contiene al momento poco più della metà (52,65), con un calo – il più elevato dell’Isola - del 3,05 per cento rispetto a febbraio. A marzo dell’anno scorso erano 70,48 i milioni di metri cubi d’acqua disponibili. Diminuiscono anche i numeri relativi al Poma, che ha una capacità di 72,5 milioni di metri cubi d’acqua e che al momento ne contiene solo 41,38, con una diminuzione dell’1,99 per cento rispetto al mese scorso (la seconda più importante in Sicilia). A marzo scorso si era a quota 64,12 milioni di metri cubi d’acqua.

Numeri negativi anche per lo Scanzano, che può contenere 18 milioni di metri cubi d’acqua e allo stato ne ha solo 5,10 (-0,01 per cento rispetto a febbraio) e che a marzo scorso ne aveva 7,76 milioni di metri cubi, e per il Piana degli Albanesi, che contiene meno della metà delle riserve possibili, cioè 15,66 milioni di metri cubi su 32,80, in calo dello 0,78 per cento rispetto al mese scorso. Nello stesso periodo dell’anno scorso erano invece 18,63 milioni i metri cubi d’acqua.

L’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, nei mesi scorsi ha individuato quasi 28 milioni per opere legate al recupero della capacità degli invasi, attraverso interventi di pulizia. Per quanto riguarda le dighe, invece, il governo Musumeci sta lavorando su più cantieri e a dicembre la giunta regionale ha stanziato 600 mila euro per per progettare la gestione e la messa in sicurezza di 8 invasi, nessun dei quali si trova nel Palermitano.

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