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Commerciante preso a martellate alla Noce: ridotte le condanne in appello

Giuseppe Castelluccio e Massimiliano Di Majo sono stati condannati, a 13 anni e 4 mesi e 10 anni, per avere aggredito il 2 novembre del 2013 un negoziante del quartiere Noce "colpevole" di non avere pagato il pizzo

La corte d'appello ha ridotto le condanne inflitte in primo grado a Giuseppe Castelluccio e Massimiliano Di Majo, accusati di avere aggredito il 2 novembre del 2013 un negoziante del quartiere Noce "colpevole" di non avere pagato il pizzo a chi controlla il quartiere. La vittima, Antonio Vizzi, riuscì miracolosamente a salvarsi nonostante fosse stato colpito con 13 colpi di mazzuolo in testa.

Castelluccio e Di Majo dovranno scontare, rispettivamente, 13 anni e 4 mesi e 10 anni. Il gup li aveva condannati a 16 anni con il rito abbreviato. Assolti in primo grado invece Angelo De Stefano e Cherki El Ghana, che erano accusati di tentativo di omicidio, e Marco Neri, accusato di mafia ed estorsione.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima non avrebbe chiesto "l'autorizzazione" per aprire il locale e in più si rifiutava di pagare il pizzo, dopo aver ricevuto anche uno "sconto" da tremila a 1.500 euro. Castelluccio, ritenuto dagli inquirenti l'allora capo della cosca mafiosa della Noce, si presentò in negozio per riscuotere personalmente la cifra ricevendo però un netto "no". Dopo il rifiuto e le minacce di denuncia, il boss ordinò il pestaggio.

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