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"Stiamo morendo di salute", saracinesche abbassate e negozianti in corteo contro la Ztl

Esercenti in piazza contro le decisioni dell'amministrazione comunale in tema di mobilità. I manifestanti si sono dati appuntamento in piazza Croci per raggiungere Palazzo delle Aquile. Pesanti ripercussioni sul traffico

Rivogliono la città, morta insieme al commercio del centro storico, lo scorso 10 ottobre, quando è entrata in vigore la zona a traffico limitato. Sono i commerciali dei quartieri S.Agostino, Olivella, Vucciria, via Roma e corso Vittorio Emanuele che oggi, nel giorno della mobilitazione contro il provvedimento, hanno abbassato le saracinesche per celebrare, in segno di protesta, il funerale delle attività commercianti e urlare il loro no ai provvedimenti varati dall'amministrazione comunale in tema di mobilità. Al loro fianco anche un nutrito gruppo di residenti. Oltre duecento persone stanno attraversando in corteo le vie del centro. Gli esercenti lamentano un drastico calo del volume d'affari, dovuto proprio alle limitazioni di accesso alle vie del centro.

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"Da quanto è partito il provvedimento - spiega Salvatore Garofalo, grossista di via Garibaldi da quarant'anni - ho avuto un calo degli affari del 90%. Negli ultimi sei anni ho dovuto licenziare una parte del personale, gli ultimi due quest'anno. La Ztl ha aggiunto il bianco allo splendore. Oggi sono qui per chiedere che venga sospesa. Ho perso tutti i clienti della provincia, con cui lavoravo molto". 

Garofalo non è l'unico ad aver subito un pesante calo. Morana, proprietario di un negozio storico di biancheria per la casa in via Torino denuncia lo stesso problema e annuncia "se non dovesse cambiare qualcosa, chiudo l'attività".

Il corteo è partito da piazza Croci e raggiungerà piazza Pretoria. Pesanti le ripercussioni sulla viabilità in tutto il centro città. Le vie interessate dal passaggio dei manifestanti vengono di volta in volta chiuse al traffico. E stamani per i commercianti vetrine serrate e luci spente in tutti gli esercizi commerciali del centro. Il titolore di Bionda Genovese, attività in via Sant'Agostino da 50 anni denuncia: "Siamo isolati, chiusi tra le aree pedonali di via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele. Orlando ci sta dicendo di andare via dal centro".

I manifestanti, di ora in ora più numerosi, hanno "invaso" i grandi negozi come Optissimo e Foot Locker chiedendone la serrata. Divelti i cartelli della Ztl in piazza Verdi. Momenti di tensione (GUARDA IL VIDEO).

 “Vogliamo continuare a vivere e lavorare nel centro - dicono i manifestanti -  il provvedimento delle Ztl invece di garantire una maggiore vivibilità del centro storico, lo toglie a chi ci è nato, ci vive e ci lavora. Con la scusa del miglioramento del volto della città e della qualità della vita si sono venduti i nostri quartieri a grandi imprese e le Ztl sono solo un modo per fare cassa. E' solo una questione di soldi e di potere". Per i manifestanti la Ztl "arriva in maniera improvvisa in barba a tutte le promesse di potenziamento di aree pubbliche, dei servizi di trasporto pubblico e di mobilità in generale".

"Da anni - aggiungono - si assiste a un processo invasivo e distruttivo di trasformazione dei quartieri popolari del centro storico, un processo che implica la vendita di porzioni urbane a grandi catene multinazionali della ristorazione e dell'intrattenimento a discapito delle piccole imprese e attività artigianali che costituiscono l'identità vera della città e ne raccontano la storia. In questo quadro la misura delle Ztl rappresenta il culmine di questo processo che rende sempre più invivibile la città e la sottrae ai suoi residenti e abitanti originari".

Ma in piazza ci sono anche i residenti. "Da che mondo e mondo i residenti non pagano per stare a casa propria - racconta un residente di via Cavour -. Se qualcuno viene a trovarmi e si ferma a casa mia la notte, e non sposta l'auto dal parcheggio, la mattina dopo quando la Ztl rientra in vigore si becca la multa". In tanti puntano il dito contro queste multe di 41 euro. "Le hanno studiate ad hoc. Fare ricorso costa 81 euro quindi non conviene - tuona il titolare di Bionda Genovese -, che invita a non pagarle. Le multe vanno impugnate".

Tra i manifestanti, "per difendere la gente che fa richieste lecite", anche il presidente di Confartigiano Nunzio Reina. "Questa manifestazione - afferma Reina - dovrebbe dire molto a chi snobba la sofferenza della gente che oggi è qui. La Costituzione prevede il diritto al lavoro. Il lavoro è dignità. I commercianti hanno chiuso i negozi, è un segnale forte, ma in piazza ci sono anche i residenti. I numeri parlano chiaro. Sono fiero di questi palermitani".

Anche il consigliere della prima circoscrizione Marco Marceca sfila con commercianti, residenti e lavoratori. A non convincerlo è soprattutto l'introduzione del pass per la sosta. "Non ho mai sentito parlare di macchine che sostano e inquinano - afferma Marcera -. Inoltre, ci dovrebbe essere un effettivo potenziamento del trasporto pubblico per raggiungere il centro, potenziamento che non c'è stato. Lo ha detto anche il consiglio di giustizia amministrativo".

La maggior parte dei presenti, pur usando parole forti contro la zona a traffico limitato, definita "zona travagghio limitato", "tassa occulta", "pizzo", "imbroglio" non chiude completamente la porta al provvedimento. "Non siamo contro, ma diciamo no a queste condizioni. Palermo non è pronta", il pensiero ricorrente.

Voce fuori dal coro quella di Confcommercio. "Pur comprendendo il grave disagio che sta spingendo commercianti e imprenditori a scendere in piazza - spiega il presidente Patrizia Di Dio - riteniamo di non partecipare perché desideriamo evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione e perché abbiamo scelto altre forme di richiesta di attenzione urgente".

Dal Comune fanno sapere che gli stalli di sosta, gratuiti ed a pagamento, ricadenti nel Centro Storico e nella zona esterna ad esso sono oltre 7.500: "Si tratta di una stima, arrotondata per difetto, dei parcheggi a supporto della ZTL, a conferma dell'impegno costante dell'Amministrazione nella ricerca di valide alternative all'utilizzo del mezzo di trasporto privato".  Nell'area interessata dal provvedimento gli stalli sarebbero circa tremila.

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