Maltrattamenti su anziani in una casa di riposo, una delle operatrici arrestate torna in libertà

I giudici del Riesame hanno accolto l'istanza presentata dall'avvocato di una delle due donne arrestate a inizio novembre a San Giuseppe Jato. "Durante l'interrogatorio ha ammesso le sue responsabilità per l'unico episodio contestato e si è scusata"

La tirata di capelli immortalata dalle microspie dei carabinieri

Torna in libertà una delle due operatrici accusate di maltrattamenti in una casa di riposo a San Giuseppe Jato. I giudici del tribunale del Riesame hanno accolto la richiesta presentata dal legale della 55enne G.B., una delle due donne arrestate dai carabinieri a inizio novembre e sottoposte ai domiciliari. “La mia assistita - spiega l’avvocato Dimitri Di Giorgio - si è assunta la responsabilità dell’unico episodio che le viene contestato e si è anche scusata. Però va detto che lavorava lì da 20 anni e non era mai accaduto nulla del genere. Ha sempre avuto un ottimo rapporto con gli ospiti della struttura, tanto che alcuni sono stati a casa sua in occasione delle festività”.

I carabinieri: "Anziana trattata con crudeltà" | VIDEO

L’indagine è stata avviata dopo la denuncia del figlio di una 76enne che stava al "Boccone del povero" dopo aver notato alcuni lividi sul corpo dell’anziana madre. I militari della compagnia di Monreale hanno installato delle microspie che hanno immortalato scene di inequivocabile violenza nei confronti della donna. Dopo l’arresto il gip ha disposto la misura cautelare dei domiciliari (in attesa del processo) sia per la 55enne sia per F.S., la collega sessantenne. “Alla mia assistita - prosegue l’avvocato Di Giorgio - viene contestato l’episodio in cui lei, due volte a distanza di pochi secondi l’una dall’altra, afferra la donna per i capelli per tenerla ferma. Per quanto non sia una giustificazione abbiamo sottolineato le difficoltà dell’operatrice, così come per le colleghe, nel prendersi cura di anziani quando si mostrano poco collaborativi”.

Le intercettazioni: "Tutte le cose levate hai, pezza di tro..."

“Al momento - conclude Di Giorgio - non vogliamo entrare nel merito della vicenda ma riteniamo che non ci siano gli elementi per contestare il reato di maltrattamenti, anche alla luce del passato professionale della mia assistita”. I giudici hanno accolto la richiesta presentata dal legale e hanno annullato l’ordinanza emessa dal gip di Palermo il 4 novembre “limitatamente alla posizione della predetta indagata”. Resta invece ancora in ballo l’istanza protocollata e sottoposta dall’avvocato Maurilio Panci (che assiste l’altra operatrice arrestata) ai magistrati della sezione per il riesame dei provvedimenti restrittivi della libertà personale e dei sequestri che si esprimeranno al riguardo a metà dicembre.

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