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Lunedì, 23 Maggio 2022
Mafia Belmonte Mezzagno

Mafia a Belmonte Mezzagno, due indagati tornano liberi e il presunto boss va ai domiciliari

Erano stati arrestati con il blitz "Limes" dello scorso 7 aprile, ma il tribunale del Riesame ha integralmente annullato l'ordinanza di custodia cautelare per Pietro Pizzo e Giovan Battista Martini. Nel caso di Salvatore Giocondo, accusato di essere stato a capo del clan, i giudici hanno disposto la reclusione in casa con braccialetto elettronico

Erano finiti in carcere il 7 aprile con l'operazione "Limes" dei carabinieri perché, secondo la Procura, avrebbero fatto parte del clan di Belmonte Mezzagno, dove negli ultimi anni sono avvenuti anche diversi fatti di sangue. Adesso, però, il tribunale del Riesame ha deciso di scarcerare tre degli indagati, compreso il presunto capo, Salvatore Giocondo, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Il collegio presieduto da Simona Di Maida, accogliendo le tesi dei difensori, ha invece del tutto annullato l'ordinanza di custodia cautelare e disposto l'immediata scarcerazione per altri due indagati, Pietro Pizzo (difeso dall'avvocato Manfredi Novara) e Giovan Battista Martini (assistito dall'avvocato Rocco Chinnici). I due da ieri sera sono liberi. Giocondo, alla quale è stata applicata una misura più lieve è assistito dall'avvocato Armando Crini).

Secondo l'accusa, proprio Giocondo avrebbe "curato il mantenimento dell'ordine pubblico e, assieme agli altri indagati, anche la risoluzione di controversie tra privati". Avrebbe anche provveduto al mantenimento dei carcerati della famiglia mafiosa di Belmonte. In tutto erano state arrestate nove persone.

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