Cronaca

"Licenziato dopo finto periodo di prova", reintegrato dipendente di Sicilia e Servizi

Accolto il ricorso di un lavoratore "fatto fuori" dopo un trasferimento d'azienda che la società aveva cercato di "nascondere". Nella stessa situazione una quarantina di colleghi che adesso potrebbero tornare anche loro in servizio

Licenziato per il mancato superamento di un periodo di prova finalizzato a testare la sua capacità per un lavoro che svolgeva già da 5 anni. Il giudice del lavoro Donatella Draetta ha accolto il ricorso di un dipendente licenziato dalla Sicilia e Servizi Venture scrl reintegrandolo in una società il cui compito era quello di offrire gli stessi servizi alla Regione, la Sicilia e Servizi spa. In questo modo la società avrebbe cercato di aggirare la normativa per "mascherare" un trasferimento d’azienda ed il passaggio diretto di una quarantina di dipendenti.

Nonostante avesse lavorato alla Sicilia e Servizi Venture per quasi cinque anni, il ricorrente ha continuato a svolgere la medesima attività negli stessi locali, seduto alla stessa scrivania e - come confermato dai testimoni - utilizzando lo stesso pc e gli stessi software. In altre parole, nel tentativo di poter così escludere il "trasferimento d’azienda", la Sicilia e Servizi spa, società presieduta dell’ex pm Antonio Ingroia, ha fatto sottoscrivere al ricorrente un contratto di lavoro a tempo determinato di 18 mesi, peraltro con un periodo di prova di quattro mesi, "allungato" rispetto a quello contrattuale, per "testare" le capacità del lavoratore, nonostante avesse già svolto le medesime mansioni da circa cinque anni.

Il rapporto di lavoro instaurato dal ricorrente con la Sicilia e Servizi spa, secondo il giudice, non poteva considerarsi "nuovo" ma semplicemente la prosecuzione del precedente rapporto per effetto dell’articolo 2112 del codice civile. Infatti, come riconosciuto anche dalla Cassazione con la sentenza numero 5025 del 2001, si sarebbero verificati i due requisiti per considerare il passaggio un vero e proprio "trasferimento": la continuità dell’azienda come entità economica organizzata e la sostituzione dell’imprenditore. 

"Hanno cercato di utilizzare questi strumenti - spiega l’avvocato Tullio Fortuna, che ha seguito la causa insieme ai colleghi Giuseppina Simonelli e Maurizio Maggio - per cercare di licenziarli nonostante i loro servizi fossero necessari alla società". Con la sua sentenza il giudice Draetta ha ordinato alla Sicilia e Servizi spa di reintegrare il lavoratore nella società, condannandola inoltre al pagamento di un’indennità risarcitoria pari a dodici mensilità e al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento sino a quello di effettiva reintegra.

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