L'Unci Sicilia alla Fnsi: "Dica se non vuole difendere la memoria dei cronisti uccisi dalla mafia"

Il gruppo di specializzazione scrive al presidente nazionale Giulietti dopo che il segretario Lorusso aveva definito "un abuso" l'uso del logo Fnsi. "L'Isola ha pagato il prezzo più alto per numero di caduti, questa decisione umilia e sfregia i valori della nostra professione"

"Se la Fnsi non vuole più difendere la memoria dei nostri caduti ed i valori del nostro vivere civile e della nostra professione ce lo dica. Non serve coraggio ma solo onestà".

Si conclude così la lettera inviata dal Gruppo cronisti siciliani dell'Unci (Unione nazionale cronisti) al presidente della Fnsi Beppe Giulietti, dopo che il segretario generale Lorusso aveva definito "un abuso" l'utilizzo da parte dell'Unione cronisti (Gruppo di specializzazione della Federazione della Stampa) del logo Fnsi.

"La Sicilia è la regione con il più alto numero di vittime tra i giornalisti che hanno pagato con la loro vita il dovere civile e professionale di documentare, raccontare e testimoniare. Non solo per la cronaca. Ma anche per la storia. Che la Fnsi voglia oggi prendere le distanze da questi valori che sono i pilastri di iniziative come la Giornata della memoria e il Giardino della Memoria dedicato alle vittime della mafia (Palermo) gestito dall'Unci Sicilia insieme con i magistrati dell'Anm non solo ci addolora, ma umilia e sfregia profondamente i valori che l'Unci ha sempre difeso e vuole continuare a difendere in rappresentanza di tutti i giornalisti italiani".

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