Ippodromo tra amianto e abusivismo, giorni cruciali per il bando: "A fine mese sarà pubblicato"

L'annuncio è dell'assessore comunale al Patrimonio, D'Agostino, che attende la relazione dei vigili sullo stato in cui versa l'impianto chiuso da un anno e mezzo. Quantificati in 5,8 milioni i costi per il risanamento. "Concessione a privati in cambio della riqualificazione"

L'ippodromo de "La Favorita"

La prossima settimana potrebbe essere decisiva per conoscere le sorti dell'ippodromo. L'impianto sportivo è chiuso da oltre un anno e mezzo dopo la revoca della concessione all'Ires (l'ex società di gestione), colpita da un'interdittiva antimafia. L'assessore comunale al Patrimonio, Roberto D'Agostino, attende la relazione conclusiva della polizia municipale sulle condizioni in cui versa la struttura di viale del Fante per determinarsi sul nuovo bando di concessione.

Un atto fondamentale per il futuro del comparto ippico palermitano: driver e cavalli da trotto infatti sono stati costretti a traslocare al "Mediterraneo" di Siracusa, dove la convivenza con il galoppo è alquanto complicata. Non solo: il numero delle giornate di corse, assegnate dal ministero dell'Agricoltura, è stato ridotto al lumicino. Per il 2019 ne sono state previste soltanto 25, che potrebbero raddoppiare solo se venisse riaperta "La Favorita".

Al momento però bisogna fare i conti con i problemi riscontrati all'interno dell'ippodromo dopo lo sgombero di tutti i cavalli. Problemi che non sono di poco conto, visto che nelle scuderie è stata accertata la presenza di amianto e sono state realizzate anche delle opere abusive. Inoltre l'impianto necessita di alcuni interventi di manutenzione. A quantificare le somme che servirebbero per rimettere tutto in sesto ci ha pensato l'ufficio tecnico del Comune: 5,8 milioni, di cui 800 mila per la rimozione urgente dell'amianto. Un conto salato per l'amministrazione Orlando che, nell'ambito della discussione a Sala delle Lapidi sul piano delle alienazioni e valorizzazioni, ha illustrato i prossimi passi che intende compiere ed ha risposto alle sollecitazioni di alcuni consiglieri comunali sul caso ippodromo. 

"La nostra intenzione - dice l'assessore D'Agostino - è emanare un bando unico al fine di selezionare dei privati che, con una sorta di project financing, prendano in gestione la struttura". Più nel dettaglio, prosegue D'Agostino, "chiederemo ai privati interessati di farci una proposta per il risanamento dell'ippodromo e in cambio il Comune darà la concessione per un tot di anni, senza chiedere ulteriori corrispettivi in denaro". Ricapitolando, il tempo necessario per riqualificare l'ippodromo coinciderà con la durata della concessione, che, oltre alle corse dei cavalli, prevederà anche attività collaterali. Sarà una commissione del Comune a valutare le proposte che arriveranno dopo la pubblicazione del bando. 

"Contiamo di pubblicarlo - annuncia l'assessore - entro fine mese. Non prima di aver letto la relazione della polizia municipale, che dovrà mettere nero su bianco l'anno della realizzazione degli abusi e i relativi responsabili". Se non dovesse esserci un privato disponibile ad accollarsi i costi di abbattimento dei manufatti abusivi sarà il Comune ad agire in danno. Anche per la rimozione dell'amianto l'amministrazione sarebbe onerata ad intervenire in emergenza se non dovesse provvedere un eventuale gestore. In Consiglio c'è chi chiede di fare in fretta: "Perché - domanda Alessandro Anello, vicepresidente della commissione Attività produttive - è dovuto passare un anno? Se non si affida la gestione al più presto, l'ippodromo rischia di diventare bersaglio dei vandali". 

Mimmo Russo (Fdi) propone invece uno scorporo tra la pista e le scuderie (dove ci sono le opere abusive e l'amianto) per accelerare l'iter che dovrebbe portare alla nuova concessione. "Ci sono ippodromi, Aversa e Trieste, dove le scuderie sono fuori dall'ippodromo. I cavalli potrebbero restare nei centri d'allenamento e disputare alla Favorita solo le corse. Per quanto riguarda l'amianto - conclude Russo - c'è un parere dell'Asp, acquisito dal Comune, in base al quale non ci sarebbero rischi particolari. Tanto che l'amianto potrebbe essere incapsulato, procedura che eviterebbe rischi per l'ambiente e le persone".

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