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La sede dell'Asp di Palermo

La sede dell'Asp di Palermo

Anomalie sull’appalto per l’ospedale di Palazzo Adriano, sette indagati all’Asp

L'ipotesi di reato è quella falso in atto pubblico. Coinvolto anche il manager Candela. Avrebbero affermato in una delibera relativa a una variante per la riconversione della struttura sanitaria che i presupposti di legge erano stati rispettati

Bufera all’Asp di Palermo, indagati in sette per falso in atto pubblico. La procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini che coinvolge il direttore generale Antonio Candela, il suo predecessore Salvatore Cirignotta (rimosso dalla carica nel 2013), Ignazio Pacino e Antonio Fasulo (entrambi di 59 anni), Anna Rita Mattaliano (60), Rosario Bondì (64) e Salvatore Sparacino (66). 

L’inchiesta coordinata dalla pm Claudia Bevilacqua riguarda l'approvazione di una perizia di variante e suppletiva relativa all'appalto per la riconversione dell'ospedale di Palazzo Adriano in residenza sanitaria assistita e in presidio territoriale di emergenza. Secondo il nucleo regionale di polizia tributaria della guardia di finanza Candela (all’epoca dei fatti direttore amministrativo) e altri quattro indagati, per far passare la variante, avrebbero affermato in una delibera del 2011 che i presupposti di legge erano stati rispettati.

Pacino era il responsabile unico del procedimento, Fasulo il direttore dell'unità di progettazione e manutenzione dell'Asp. La Mattaliano ricopriva la carica di direttore sanitario, mentre Bondì e Sparacino erano i direttori dei lavori. Nell'inchiesta il manager è accusato, assieme a Cirignotta, di avere contribuito alla delibera con cui l'associazione temporanea di imprese (costituita dalla Elettrica Govern snc e dalla Mecoin srl, aziende aggiudicatarie del bando indetto dall'Asp) aveva ottenuto una perizia di variante e suppletiva.

L’accusa per falso, secondo quanto ipotizzato dall’accusa, nasce dall’approvazione della perizia nonostante non fossero intervenute nuove disposizioni legislative e regolamentari (come previsto dalla normativa vigente), né fossero subentrate cause impreviste o fosse intervenuta l'opportunità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione. Altre ipotesi di falso sono contestate a Cirignotta, Sparacino, Bondì e Pacino.

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