Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Roccamena

Rubarono carburante alla Rap, il giudice: "Giusto il licenziamento"

Il Tribunale di Palermo ha respinto il ricorso presentato da due dipendenti, sorpresi a rubare alla propria azienda. "Negazione del modello di probità e rigore che deve caratterizzare la condotta del lavoratore"

Respinto il ricorso presentato da altri due ex dipendenti Rap cacciati dopo essere stati sorpresi a rubare carburante e beni aziendali. Il tribunale di Palermo, sezione lavoro, ha rigettato l’istanza presentata da S.M. e F.M., licenziati dall’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti in città dopo che a giugno scorso erano stati intercettati, pedinati e filmati con le “mani nel sacco”. Insieme a loro altri sette impiegati sono stati “beccati” mentre riempivano alcune taniche e sottraevano beni all'azienda.

Le sentenze emesse dal giudice Paola Marino hanno riconosciuto la legittimità del provvedimento adottato dalla società Rap "in ragione della gravità dei fatti commessi, sul grado di coscienza e volontà (dolo o colpa) con cui le stesse condotte sono state poste in essere ed infine l’idoneità di essi ad inficiare il legittimo affidamento datoriale sul futuro adempimento degli obblighi gravanti sul lavoratore che costituiscono innegabilmente la totale negazione del modello di probità e rigore che deve necessariamente caratterizzare la condotta del lavoratore dipendente incaricato di pubblico servizio".

In entrambe le sentenze del Tribunale di Palermo si è confermata “la bontà della politica aziendale - si legge in una nota del Comune - di assoluto rispetto delle normative vigenti che si coniugano, in questo caso, con il dovuto rigore nei confronti di quei lavoratori che violano gravemente la legge e vengono meno al rapporto fiduciario. Ai due ex dipendenti è stato addebitato anche il pagamento delle spese processuali che ammontano complessivamente a 8 mila euro da ripartire.

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