Lo sguardo del neo prefetto su Palermo: "Città con tanti problemi, ma si superano insieme"

Giuseppe Forlani ha partecipato alla cerimonia per la Festa della Repubblica: "Ciascuno di noi è un pezzo della soluzione. Il prefetto deve essere un 'facilitatore' della collaborazione tra le istituzioni". E sulla pandemia l'auspicio che "la scuola riprenda a settembre"

"A Palermo, oltre alla mafia, ci sono tanti altri problemi. E ciascuno di noi è un pezzo della soluzione. Il prefetto deve essere un 'facilitatore' della collaborazione tra le istituzioni". Lo ha detto all'Adnkronos il nuovo prefetto Giuseppe Forlani, a margine della cerimonia per la Festa della Repubblica davanti al monumento dei Caduti in piazza Vittorio Veneto. "La nostra Repubblica è articolata - aggiunge Forlani - e ognuno ha delle responsabilità. Noi dobbiamo riuscire a superare le difficoltà insieme, questo è il senso della leale collaborazione, il senso della Repubblica, insomma. Impegnarsi di fare fino in fondo il proprio dovere". 

Palermo celebra la Festa della Repubblica

Forlani definisce Palermo "una città complessa, per tante ragioni. Credo che una delle ragioni della sua complessità sia la mafia. Che è la causa dell'arretratezza, dei problemi di sviluppo di questa società. Il lavoro enorme che è stato fatto in questi anni. Oggi con questa attività ci deve essere maggiore fiducia nella prospettiva - conclude - il Capo dello Stato Mattarella ci ha proprio invitati ad avere speranza e azione".  

Inevitabile anche un riferimento alla situazione sanitaria per via della pandemia. "A settembre - dice Forlani - la scuola deve potere riprendere. I nostri ragazzi devono potere tornare a scuola, perché è un elemento fondamentale per la rinascita e per la ripresa. Riguarda tutta Italia, ma a Palermo è ancora più importante. E io, da Prefetto, svolgerò il ruolo di 'facilitatore' affinché ciò possa accadere". 

Parlando della "fase 2", il prefetto sottolinea: "La situazione, con i bollettini che arrivano a zero contagi, è sotto controllo. L'aspetto più difficile è quello di essere pronti. Tutti gli organismi parlano di prontezza e di capacità di risposta e noi dobbiamo fare tesoro anche del dolore e delle difficoltà di questi mesi per mettere in sicurezza tutto il sistema. Bisogna avere un sistema di allertamento rapido, come facciamo quando c'è ad esempio allerta meteo. In altre parole, bisogna capire quando c'è un focolaio e riuscire a isolarlo senza lasciare da parte nessuno". "Penso in particolare a quei sistemi che si sono dimostrati più critici, come ad esempio le case di riposto - aggiunge il prefetto - Questo è l'impegno per i prossimi tre mesi".  

Fonte AdnKronos

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