Palermo celebra la Festa della Repubblica: "La crisi non è finita, serve coesione"

Primo appuntamento la deposizione in piazza Vittorio Veneto di una corona commemorativa al Monumento ai Caduti. Poi all'ingresso del Teatro Massimo, dopo l'alzabandiera, il prefetto ha letto il messaggio del capo dello Stato

Rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni con le mascherine e ben distanziati. Anche a Palermo le celebrazioni per la Festa della Repubblica sono avvenute nel rispetto delle regole anti Covid. Alle 9 in piazza Vittorio Veneto, il prefetto Giuseppe Forlani ha deposto una corona commemorativa al Monumento ai Caduti. Poi in piazza Verdi, all'ingresso del Teatro Massimo, dopo l'alzabandiera, ha letto lettura del messaggio del presidente della Repubblica. Presenti alla cerimonia anche il sindaco Leoluca Orlando e i vertici dell'esercito, dell'Arma dei carabinieri, della guardia di finanza, della polizia, della Marina, dei vigili del fuoco di Palermo.

"Stamattina - si legge sulla pagina Facebook del Teatro Masimo - abbiamo riperto i cancelli per un evento straordinario: l’alzabandiera che ha dato il via a Palermo alla celebrazione della Festa della Repubblica. Che sia di buon auspicio...". 

Il messaggio del Capo dello Stato

"Settantaquattro anni or sono il popolo italiano scelse la Repubblica - recita il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli - . Non tutti i cittadini poterono partecipare al referendum: dai militari ancora in attesa di essere rimpatriati da campi di prigionia, agli abitanti di province non ancora restituite alla sovranità italiana, il nostro Paese pagò anche in questo il prezzo di una guerra divenuta sempre più aspra e che contò un numero mai registrato prima di vittime civili. 2 giugno mattarella-2La ricorrenza di quest’anno - sottolinea Mattarella - vede l’Italia, insieme alla comunità internazionale, impegnata a contrastare una crisi sanitaria, sociale ed economica senza precedenti. Le forze armate, con il loro contributo, si sono dimostrate ancora una volta una risorsa di alta professionalità, dotata di spirito di sacrificio ed efficienza su cui la Repubblica sa di poter contare. I militari offrono quotidianamente testimonianza di generosità e abnegazione attraverso uno sforzo encomiabile nelle corsie degli ospedali, sulle strade e nel territorio per la sicurezza, in cielo e in mare per il trasporto logistico - sanitario. Le precauzioni e le restrizioni, necessarie per fronteggiare la difficile congiuntura sanitaria, non consentono di svolgere né la tradizionale sfilata a Roma né le manifestazioni locali, nelle quali è essenziale il contributo delle Forze Armate".

Mattarella sottolinea poi che "I valori di rispetto dei diritti, solidarietà, umanità, che animano costantemente il vostro operato, in Italia e nei teatri di crisi, al servizio della pace, della democrazia e della sicurezza, trovano fondamento nella Costituzione e incontrano la riconoscenza dei nostri concittadini. Nel celebrare l’anniversario di fondazione della Repubblica rivolgo un deferente pensiero a quanti hanno sacrificato la propria vita in Italia e all’estero, in pace e in guerra. I Labari decorati e i Medaglieri sono un patrimonio morale che vi contraddistingue e che la Repubblica onora. Ai militari di ogni ordine e grado giungano, nel giorno della Festa di tutti gli Italiani, i più fervidi auguri e sentimenti di gratitudine e l’apprezzamento per l’insostituibile apporto offerto al bene comune nostro e della intera Comunità Internazionale. Viva le Forze Armate, viva l’Italia".

Mattarella ha inviato un messaggio anche ai prefetti. "Rivolgo a voi – e, per il vostro tramite, agli amministratori locali e a tutti coloro che ricoprono pubbliche funzioni – l’augurio più sincero affinché questa data sia occasione per ciascuno di una rinnovata riflessione sui valori fondativi repubblicani", si legge.

"La crisi - sottolinea Mattarella in un passaggio - non è terminata e tanto le Istituzioni quanto i Cittadini dovranno ancora confrontarsi a lungo con le sue conseguenze e con i traumi prodotti anche nelle dimensioni più intime della vita delle persone.  La necessità di frenare la diffusione del virus ha imposto limitazioni alla socialità, sacrificando l’affettività e i legami familiari; i più giovani sono stati temporaneamente privati dei luoghi in cui si costruisce e rafforza il senso civico di una collettività, primi fra tutti la scuola e lo sport; distanze e diffidenze hanno accresciuto le situazioni di solitudine e di marginalità delle persone più deboli, esposte a nuove forme di povertà, deprivazione e discriminazione, quando non di odioso sfruttamento. Allo stesso tempo, la sospensione delle attività produttive e commerciali ha acuito le difficoltà degli operatori economici, rendendoli, inoltre, più esposti e vulnerabili ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata; nuove emergenze e incertezze incombono sulle prospettive occupazionali di molti comparti da cui dipendono il benessere e la serenità di intere aree del Paese. Rispetto a tali rischi, i Prefetti sono chiamati ad una paziente attività di mediazione sociale e di tessitura e confronto con le altre Autorità locali per definire, in ciascun territorio, efficaci modelli di prevenzione e intervento, adeguati alle specificità dei singoli contesti. Il senso di responsabilità e le doti di resilienza che hanno animato le comunità nei momenti più drammatici della crisi vanno ora trasposti in un impegno comune verso gli obiettivi del definitivo superamento dell’emergenza e di una solida e duratura ripresa".

"L'Italia - ha detto il sindaco Leoluca Orlando - si è raccolta oggi attorno al Tricolore e ai valori di solidarietà e partecipazione democratica della nostra Costituzione. Da Codogno a Palermo, l'unità del Paese è stato il filo comune che ha unito le celebrazioni della Festa della Repubblica, nel segno delle parole del Presidente Mattarella. Al Presidente, anche a nome dei sindaci siciliani, desidero rivolgere anche un sentito ringraziamento proprio per le sue parole di attenzione e di incoraggiamento che ha voluto usare nei confronti delle amministrazioni comunali, in prima linea nel contrasto al contagio del virus, ma anche per il governo della ripresa dopo il periodo terribile della pandemia e la crisi socio economica che vivono la nostre città". "A Palermo - ha aggiunto Orlando - questa festa si è svolta attorno a due luoghi simbolo della città, il Teatro Massimo e l'Orto Botanico, che sono massime espressioni del suo patrimonio culturale e naturale, della ricchezza su cui costruire la ripartenza. La riapertura di questi luoghi è ulteriore motivo di speranza e fiducia nel futuro".

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Articolo aggiornato il 2 giugno 2020 alle ore 18.01
 

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