Misure anti Covid nelle banche, Fabi: "Assurdo avere tolto le guardie giurate"

Il sindacato ricorda che gli istituti di credito hanno applicato le norme per i contenimento del contagio e definisce "inaccettabile" l’abolizione di tante guardie giurate fuori dai locali

In Sicilia attualmente si registrano in media cento nuovi contagi di Coronavirus al giorno. A risentirne, pesantemente, sono le attività produttive e di servizi, soprattutto quelle che comportano il contatto con il pubblico o la contemporanea presenza di numerosi lavoratori all’interno di locali più o meno ampi. Fra queste le banche che devono garantire la continuità dei servizi. "Il sindacato – afferma Gabriele Urzì Segretario Provinciale e Responsabile Salute e Sicurezza della Fabi Palermo -  ha seguito costantemente l’evoluzione normativa connessa a ogni fase dell’emergenza Covid-19 e ha adeguato le misure di sicurezza del settore alla luce dei provvedimenti emanati dal Governo, per garantire la continuità dei servizi attraverso lo straordinario impegno e senso di responsabilità delle persone che lavorano in banca".

Urzì spiega che "l’Osservatorio provinciale sulla sicurezza della Fabi di Palermo, da marzo vigila anche sull’applicazione delle misure di prevenzione alle quali ormai lavoratori e clienti hanno dovuto rigidamente adeguarsi: distanziamento interpersonale, maggiore ricorso ai canali internet/mobile e ai bancomat, corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, rigoroso regolamento dell’accesso dei fornitori, pulizia e sanificazione degli ambienti e delle aree comuni, idonea manutenzione degli impianti di aerazione, mantenimento del ricevimento del pubblico per appuntamento,  resenza alternata del personale nelle relative sedi di lavoro, divieto di assembramenti in entrata e uscita dai luoghi di lavoro e riduzione degli spostamenti all’interno degli stessi. Non dimentichiamoci che i lavoratori delle banche, anche con tutti gli accorgimenti e le limitazioni degli accessi nelle dipendenze e negli uffici, sono quotidianamente a contatto con il pubblico e a tal proposito, è inaccettabile l’abolizione di tante guardie giurate fuori dai locali che controllavano e regolamentavano l’afflusso delle clientela adempimento ora affidato impropriamente ai lavoratori con enormi disagi”.

Purtroppo a Palermo c’è un indice di contagiosità elevato e l’allerta deve essere massima, con la rilevazione dei primi casi anche fra i lavoratori bancari a Palermo e in Sicilia. "In tutte le aziende bancarie – continua Urzì – ci sono rigidi protocolli di sicurezza per circoscrivere ed individuare eventuali casi sospetti, ma fondamentale resta sempre la valutazione dei rischi e la sorveglianza sanitaria, l’utilizzo di  mezzi diagnostici ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori, l’individuazione dei soggetti con particolari situazioni di fragilità e il rigido rispetto delle norme per il reinserimento lavorativo di eventuali soggetti con pregressa infezione da Covid 19. E’ una guerra da combattere tutti insieme, nessuno escluso”.
 

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