Palermo ricorda Ievolella, il carabiniere punito da Cosa nostra per le sue indagini

Era il 10 settembre 1981 - 39 anni fa esatti - quando la mafia uccise il maresciallo. Si trovava in piazza Principe di Camporeale a bordo della propria Fiat 128 con la moglie Iolanda, in attesa della figlia Lucia, quando venne freddato dai sicari

Lo avevano chiamato il “segugio temuto dai boss” e “specialista in casi difficili”. Era il 10 settembre 1981 - 39 anni fa esatti - quando la mafia uccise il maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella. Si trovava a bordo della propria Fiat 128 con la moglie Iolanda, in attesa della figlia Lucia, quando venne freddato da sicari di Cosa nostra in piazza Principe di Camporeale. All’agguato parteciparono quattro killer mafiosi armati di pistole calibro 7,65 e fucili caricati a pallettoni, che giunti a bordo di una Fiat Ritmo, risultata poi rubata, scesi dall’autovettura fecero fuoco in direzione di Ievolella.

Il mezzo usato dai killer fu dato alle fiamme e quindi abbandonato in via Caruso dove fu ritrovato dai carabinieri. Fu chiaro immediatamente che l’assassinio del maresciallo Ievolella era da inquadrare in un programma mafioso. Furono condannati Tommaso e Francesco Spataro, Pietro Senapa e Giuseppe Lucchese, elementi inseriti in Cosa nostra palermitana. I collaboratori di giustizia Salvatore Cocuzza e Salvatore Cancemi, condannati a 10 anni per avere fattivamente attinto a morte il sottufficiale dell’arma, hanno poi contribuito alla ricostruzione dell'agguato.

Il maresciallo Ievolella era molto noto negli ambienti investigativi dell’arma e tra i magistrati per le sue capacità professionali e per l’impegno investigativo. Prestava servizio a Palermo dalla sua nomina a vicebrigadiere, prima presso le stazioni di Palermo Duomo e Palermo Centro e dal 1965 presso il Nucleo investigativo del gruppo di Palermo.

Questa mattina, a distanza di 39 anni esatti, l'assessore alla Rigenerazione urbana, Maria Prestigiacomo, ha preso parte questa mattina, in rappresentanza dell'Amministrazione comunale, alla commemorazione. La cerimonia si è tenuta in piazza Principe di Camporeale, luogo della tragedia. "La nostra presenza qui - ha dichiarato Maria Prestigiacomo - è un modo per rendere omaggio al maresciallo Ievolella per il sacrificio estremo nella lotta alla criminalità organizzata e per ringraziare l'Arma dei carabinieri per il lavoro che ogni giorno compie a difesa della sicurezza di tutti e di tutte".

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