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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca

Le lacrime per Falcone, lo sconforto per Borsellino: 20 anni fa moriva Caponnetto, papà del pool antimafia

Risale al 6 dicembre 2002 la scomparsa del giudice. Il ricordo di Lagalla: "La sua eredità umana e professionale resta ancora viva, a lui va la gratitudine di tutti i siciliani onesti"

“A vent’anni dalla sua scomparsa resta ancora viva l’eredità umana e professionale del giudice Antonino Caponnetto". Sono le parole del sindaco Roberto Lagalla, che oggi ha voluto ricordare il padre del pool antimafia, morto il 6 dicembre 2022 all'età di 82 anni.

"Il suo spessore morale e il suo operato - ha affermato Lagalla - sono ancora oggi un grande esempio per chi intraprende il mestiere di magistrato. A Caponnetto va la gratitudine di tutti i siciliani onesti perché nessuno meglio di lui poteva raccogliere l’eredità del giudice Rocco Chinnici alla guida del Pool antimafia, composto tra gli altri dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ha istruito il Maxiprocesso, momento che ha rappresentato la svolta storica nella lotta dello Stato alla mafia”.

Caponnetto - chiamato affettuosamente negli ultimi anni di vita "Nonno Nino" - era nato il 5 settembre 1920 a Caltanissetta e nel 1954 entrò in magistratura. Dopo l'uccisione di Rocco Chinnici, capo dell'Ufficio istruzione di Palermo, Caponnetto chiese ed ottenne il trasferimento nel capoluogo siciliano per proseguire la lotta alla mafia. Inventò così il pool antimafia per creare un gruppo di lavoro che si occupasse a tempo pieno e in via esclusiva dei processi di mafia.

Rimangono memorabili le sue lacrime al momento della morte di Falcone e quel momento di sconforto ai funerali di Borsellino, quando incalzato dal microfono di un giornalista ebbe appena la forza di dire: "E' tutto finito". Caponnetto era cittadino onorario di Palermo.

In apertura dei lavori del Consiglio comunale, il presidente Giulio Tantillo ha letto un ricordo del consigliere Antonino Caponnetto, che di Sala delle Lapidi fu presidente da dicembre del 1993 a marzo del 1994. Al termine della lettura, i consiglieri hanno osservato un minuto di silenzio. "Caponnetto - ha detto Tantillo - fu protagonista in anni di straordinaria rinascita civile della città dopo la terribile stagione delle stragi mafiose. Pur essendo nato in Sicilia, crebbe e si formò professionalmente in Toscana ma con la nostra Isola e la nostra città mantenne un legame fortissimo che lo portò a chiedere di poter guidare, subito dopo la morte di Rocco Chinnici, quel Pool Antimafia che con Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e tanti altri magistrati gettò le basi per una conoscenza approfondita di Cosa Nostra e istruì il primo maxi-processo contro capi e gregari dell'organizzazione criminale".

"Dismessa la toga di magistrato, proseguì il suo impegno civile che lo portò ad essere un messagero di legalità e impegno democratico, soprattutto nel contatto con migliaia di giovani e per la promozione della cultura della legalità. Una figura umana e professionale che ha lasciato un segno indelebile di speranza nella storia della nostra città", ha concluso Tantillo.

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