Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Tribunali-Castellammare / Via Bottai

Vigili gli chiudono il pub per 7 giorni, lui lo regala a Orlando

Il titolare del locale "Ai Bottai" reagisce così al blitz della polizia municipale che gli ha intimato di chiudere perché avrebbe violato l'ordinanza comunale: "Queste sono regole folli". E intanto il sindaco concede una deroga al Nautoscopio: "Sì alla musica, motivi di interesse pubblico..."

I vigili urbani gli chiudono il locale per sette giorni dopo averlo multato per "questioni di ordinanze". Ora il proprietario del pub Ai Bottai, una traversa di corso Vittorio Emanuele, nei pressi di piazza Marina, regala a Orlando la sua attività commerciale. "Sicuramente lui lo saprebbe fare - dice Vanni Randisi, titolare del locale -. Ci pensi direttamente il sindaco a gestire la mia attività. Gliela cedo gratis, più che altro per garantire il lavoro ai miei cinque dipendenti che sono regolarmente assunti". Tempi duri per chi gestisce i locali della movida. Un vero e proprio giro di vite quello organizzato da Orlando con multe più salate per chi prova a lavorare nel mondo dell'intrattenimento serale. Sanzioni e blitz sempre più frequenti.

Ma proprio mentre i vigili "pizzicavano" il titolare dei Bottai, a poche centinaia di metri la musica tornava protagonista al Nautoscopio. Decibel illegali? No, perché il Sindaco con una ordinanza del 9 luglio, ha concesso la deroga alla sua stessa ordinanza al locale del Foro Italico. Queste le motivazioni: "La cancellazione della musica comporterebbe un danno per la proposta culturale cittadina, che ne risulterebbe impoverita". Il riferimento è alla rassegna Nautoscopioarte, manifestazione (si concluderà il 30 settembre) che a detta del Comune rappresenta "uno degli eventi più conosciuti in città, gradito dai turisti e quindi di interesse pubblico". "Nulla contro il Nautoscopio - spiega Randisi - ma questa è l'ennesima dimostrazione che le regole non valgono per tutti".

Randisi racconta poi il blitz dei vigili: "Nella notte tra venerdì e sabato è arrivata la polizia municipale per un controllo. Mi hanno multato intimandomi di chiudere il locale per una settimana. Si tratta di una sanzione che rientra nell'ordinanza sindacale del 29 giugno 2015, ed entrata in vigore il 3 luglio, e che prevede l'assenza quasi totale di musica nei pub. Avevo sistemato l'amplificazione dentro al locale, con il gruppo live all'esterno, creando un collegamento con la strumentazione. L'ordinanza dice che si può diffondere musica dentro il locale entro l'una nel fine settimana. Rispettavo questa assurda ordinanza ma a dire loro la musica che si udiva all'esterno non è consentita. Stiamo parlando di un minimo di intrattenimento musicale. Non permetterlo vuol dire proibire a sua volta un piccolo svago per chi esce la sera. E in tempo di crisi ormai la gente non può permettersi di andare in vacanza. Ci viene chiesto l'assoluto silenzio, il risultato è che Palermo adesso è una città morta dal punto di vista dei servizi ai turisti. Non è possibile che l'amministrazione comunale non ci protegga. Ci fanno lavorare in situazioni impossibili: immaginate come sia difficile intrattenere la gente in un locale muto. Ho dato mandato al mio avvocato per agire contro questa ordinanza priva di ogni logica. A seguito dell'aggiudicazione di Palermo nell'ambito dell'itinerario arabo-normanno in assenza di servizi, parcheggi e offerta legata all'intrattenimento il rischio è quello di imbattersi in un deserto”.

E dire che esattamente un anno fa le associazioni di categoria, esercenti e i rappresentanti dei cittadini sembravano avere trovato l'equilibrio giusto. Un regolamento che si sposava bene con le esigenze delle attività commerciali e degli abitanti. Musica consentita fino a mezzanotte, con la possibilità di sconfinare fino all'1 nelle notti di venerdì e sabato sempre nel rispetto dei volumi fissati dalla legge. Eppure il regolamento non è mai stato approvato dal Consiglio comunale. Oggi è cambiato tutto, proibizionismo assoluto. "Da un anno - chiude Randisi - Orlando va avanti a forza di ordinanze sindacali. Regole eccessive che non ci permettono di lavorare. Sette giorni di chiusura vuol dire condannare definitivamente un'attività. Lo strumento dell'ordinanza sindacale mostra i tratti di un approccio non partecipativo. Insomma sarebbe meglio approvare un regolamento comunale vista la caratteristica deliberativa a discapito di un approccio autoritario".

Si accoda alla provocazione del proprietario dei Bottai il proprietario di un altro noto pub di piazza Marina, il Kuè, Vincenzo Giaconia, che, per le medesime motivazioni - "musica in eccesso" - da venerdì prossimo dovrà osservare la chiusura per una settimana: "Anche io sono disponibile a cedere la mia attività al Sindaco: lavorare così non è più possibile, già con l'impossibilità di parcheggiare in modo adeguato c'è stata un'inevitabile flessione di affluenza, senza musica è matematicamente impossibile accogliere la clientela. L'interesse non è soltanto nostro, ma della città. Anche noi faremo una richiesta di deroga, dato che piazza Marina è un posto di snodo turistico". 

Controlli, multe, movida, polemiche. Proprio nei giorni scorsi il titolare del pub Basquiat ha deciso di vendere il locale dopo essere stato multato per l'installazione di un gazebo. Il propietario del locale Antiruggine si era sfogato su Facebook scegliendo la strada della provocazione: "W la mafia! Sì, W la Mafia, è più coerente, non porta una divisa, non entra nella tua vita con la presunzione di colpevolezza, non si traveste da tutore dell' ordine, non ti prende per il c... con regole finte che cambia sempre a favore suo". Fissare democraticamente le regole oppure agire secondo il principio dell'autorità? Appare oggi questo il contrasto tra l'amministrazione comunale targata Orlando e i giovani imprenditori palermitani. 


 

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