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Almaviva, la protesta non si ferma più: bloccato traffico al Politeama

Manifestanti in piazza per il quinto giorno di fila. Dopo un sit-in davanti al teatro, distribuiti alcuni volantini: "1670 famiglie nel panico"

Non si ferma più la protesta dei lavoratori Almaviva. Lavoratori del call center in piazza anche la vigilia di Pasqua per dire "no" ai tagli annunciati dalla società. I manifestanti hanno bloccato il traffico nella zona del Politeama. I lavoratori questo pomeriggio si sono inizialmente dati appuntamento alle 4 davanti al teatro per un sit-in di protesta, distribuendo poi un volantino alla gente. Si è trattato di "blocchi a singhiozzo", come quelli già sperimentati nei giorni scorsi. "L'obiettivo è chiedere la solidarietà dei cittadini palermitani, perché la vertenza Almaviva è la vertenza di tutta la città", ha spiegato Eliana Puma, della Rsu Fistel Cisl.

Nel volantino si legge: "1.670 Licenziamenti a Palermo. Siamo i lavoratori del call center Almaviva. L'assistenza amministrativa, commerciale e tecnica di Wind, Sky, Enel, Tim, Alitalia... A causa della delocalizzazione del lavoro all'estero e di gare al massimo ribasso sul costo del lavoro, lunedì scorso, la proprietà dell'azienda ha deciso di licenziare 1.670 lavoratori, gettando nel panico 1.670 famiglie palermitane. 1.670 famiglie non potranno più fare la spesa, 1.670 famiglie non potranno pagare affitti e bollette, 1.670 famiglie non potranno pagare mutui e prestiti, 1.670 famiglie non avranno più euro da spendere, 1.670 genitori non sapranno come mantenere le proprie famiglie. L'economia palermitana, già al collasso, non si può permettere di perdere 1.670 posti di lavoro. Palermo non si tocca!!! #SiamotuttiAlmaviva. #IosonoAlmaviva". 

Quello di oggi è il quinto giorno di protesta dei lavoratori. "Il fenomeno delle delocalizzazioni - rincara la dose Filippo Virzì, segretario nazionale dell'Ugl - è ai limiti della legalità, ciò vale per molti settori e ne sono un esempio per tutti Unicredit e Almaviva. Esprimiamo la nostra solidarietà ai 1670 lavoratori. Gli effetti devastanti andranno oltre i numeri apparenti, per via dei mutui e dei prestiti personali contratti in questi ultimi anni dagli stessi lavoratori, una deriva devastante anche dal punto di vista sociale, che va assolutamente bloccata con il contributo e il buon senso di tutti, in particolare di Almaviva e delle forze politiche regionali e nazionali".

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