Giornalista tedesco fermò un'auto nell'isola pedonale e fu pestato: 5 anni all'aggressore

La lite avvenne in piazza San Francesco D'Assisi il 2 novembre dell'anno scorso, solo perché Roman Maruhn si era permesso di dire alla madre dell'imputato, Salvatore La Barbera, che non poteva passare con la macchina in quell'area. Il giovane prese a pugni la vittima, che finì in coma. Poi chiese scusa per il suo gesto

I carabinieri in piazza San Francesco D'Assisi dove avvenne l'aggressione

Condannato a cinque anni di carcere, con il rito abbreviato, Salvatore La Barbera, il ventenne che il 2 novembre dell'anno scorso, pestò e fece finire in coma Roman Maruhn, giornalista tedesco e insegnante del Goethe Institut, residente da tempo in città. La brutale aggressione era avvenuta in piazza San Francesco D'Assisi, dove la vittima con la moglie e la figlioletta stavano cenando ed era nata solo perché l'insegnante si era permesso di dire alla madre dell'imputato che in quell'area pedonale non poteva passare con la macchina.

La sentenza è stata emessa dal gup Michele Guarnotta, che ha riconosciuto anche una provvisionale a titolo di risarcimento del danno alla vittima, che si è costituita parte civile, ed ha accolto la richiesta di condanna formulata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Giulia Amodeo, che avevano coordinato l'inchiesta dei carabinieri.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, la madre di La Barbera avrebbe cercato di attraversare la piazza con la sua macchina, ma il suo percorso sarebbe stato ostacolato da una moto. Così la donna avrebbe chiesto a Maruhn, che si trovava lì con la famiglia, se il mezzo fosse suo e eventualmente di spostarlo. L'insegnante avreva risposto di no e, con toni pacati, aveva comunque fatto notare all'automobilista che in quel punto - un'isola pedonale - con la macchina non avrebbe potuto passare. 

Un semplice richiamo al rispetto delle regole che la donna non avrebbe però gradito. Da lì sarebbe quindi nata una discussione e ad un certo punto sarebbe intervenuto l'imputato: secondo i testimoni, avrebbe sferrato due pugni al giornalista, con una violenza tale da farlo cadere a terra e da procurargli un grave trauma cranico ed altre lesioni. Tuttavia, la donna e il figlio, anziché soccorrere la vittima, erano scappati. I carabinieri erano poi risaliti a loro analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nel centro storico. Nel frattempo l'insegnante era stato trasportato in ambulanza in ospedale, dove era arrivato in condizioni molto gravi. Fortunatamente nei giorni seguenti si era poi ripreso.

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Già durante l'udienza di convalida dell'arresto, La Barbera aveva chiesto scusa per il suo gesto, spiegando che sarebbe intervenuto quando la discussione con la madre era già iniziata e credendo che fosse stata la vittima ad aggredire la donna. I genitori di La Barbera, attraverso l'avvocato Riccardo Bellotta, avevano poi diffuso pubblicamente una lettera di scuse: "Vogliamo porgere le nostre più sentite scuse per quanto accaduto - avevano scritto - e a tal proposito teniamo ad evidenziare come nostro figlio sia una persona perbene ed educata ed è stato indotto all'aggressione dalle contingenze del momento, agendo a tutela della madre. Inoltre, come genitori, siamo disposti a farci carico delle spese mediche a cui la vittima dovrà far fronte, proprio per dimostrare la nostra assoluta buona fede e la volontà di sollevarla da qualsiasi onere economico derivanre dalla condotta posta in essere da nostro figlio Salvatore. Ci auguriamo che la vittima possa ristabilirsi in tempi brevi e tornare alla sua famiglia".

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