Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Il presidente del Frosinone: "Abbiamo vinto sul campo, il Palermo è stato inferiore a noi"

Maurizio Stirpe stronca però Nicola Citro, l’attaccante ora al Venezia, dopo l’episodio del pallone gettato in campo durante la finalissima playoff: "Non fa parte dell’etica del nostro club e quindi è stato allontanato. Non indosserà mai più questa maglia"

Maurizio Stirpe

Il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, torna sulla contestatissima finale dei playoff dello scorso giugno, ripercorrendo le polemiche seguite all'esito maturato sul campo, a distanza di quattro mesi esatti. E stronca Nicola Citro, l’attaccante ora al Venezia, dopo l’episodio del pallone gettato in campo durante Frosinone-Palermo. "Questo tesserato che ha fatto quel gesto è oggetto di emissione di sanzioni da parte della Federazione - ha detto -. Chi compie gesti di questo genere non merita di proseguire il rapporto di lavoro con la nostra società. Il nostro comportamento è stato sempre netto con questo tipo di comportamenti".

Stirpe ha parlato nel corso di una lunga conferenza stampa: "Quando ho fissato la conferenza stampa - ha detto - pensavo ci fosse stato un aggiornamento relativo alla sfida con il Palermo. La mia opinione sugli accaduti voi la conoscete bene. Abbiamo vinto sul campo e quindi il Palermo è stato inferiore a noi".

Così ancora su Citro: "Aspettiamo la Federazione che ci dia indicazioni del caso verso questo tesserato, che non fa parte dell’etica del nostro club e quindi è stato allontanato. Federazione o non federazione, Citro non indosserà mai più la maglia del Frosinone. Se la decisione tarda ad arrivare si vede che il travaglio è notevole. Errori che noi proveremo a perseguire sia al Tar e se non dovessimo avere fortuna, ma dubito, anche al Consiglio di Stato".

Stirpe ha proseguito: "Noi pensiamo che già quella fosse una sentenza molto punitiva per il Frosinone. Potevamo addirittura giocare sia la gara di Coppa che con il Bologna in casa, ma abbiamo avuto rispetto per quella decisione. Quella del Coni è una sentenza che non sta né in cielo né in terra. Vedremo quello che sarà l’esito della Corte D’appello, ma qualunque esso sia è innegabile che i danni già li ha fatti. Chi ha lavorato per colpire la società c’è riuscito e bene. Si è creato un clima di incertezza che non ha fatto altro che recarci un danno. Se voi vi mettete nei panni di chi deve prendere le decisioni, non è un dato da non considerare. Devi per forza attendere".

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