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"La Palermo che vogliamo", la sinistra lancia con "Noi Che" l'appello per un programma condiviso alle Comunali

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Un appello alla partecipazione attiva per la costruzione del programma elettorale alle prossime amministrative. A lanciarlo è "Noi Che", spazio di confronto tra forze politiche progressiste e di sinistra, associazioni e singoli cittadini.

"La Palermo che vogliamo, così si chiama l'appello - ha dichiarato Gaspare Semprevivo - nasce dalla volontà di definire un percorso condiviso, utile alla costruzione di una visione e di una pratica politica partecipate, per la crescita sociale e civile della nostra città".

"Con questo appello - ha proseguito Alberto Mangano - già sottoscritto da oltre 200 persone, giovani e meno giovani, tra operatori sociali, ambientalisti, professionisti e  militanti politici, si vuole aprire uno spazio di discussione e di confronto, che abbiamo chiamato 'cantieri per il programma', necessario come esercizio democratico ma anche come assunzione di responsabilità nei confronti della città da considerarsi come 'bene comune'. Un laboratorio politico-culturale che ci permetterà di mettere in moto quel processo nuovo e partecipato per costruire un fronte largo e progressista, in vista del 2022".

Tra i firmatari Gianni Silvestrini, direttore scientifico Kyoto Club, ha posto l'accento sulla "centralità della transizione ecologica della nostra società grazie alle grandi potenzialità che si apriranno dal 2022 al 2026 con l'arrivo dei fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza, che consentiranno di intervenire non solo sui fronti della mobilità sostenibile e della riqualificazione urbana, ma anche nella creazione di nuove opportunità di lavoro".

Per Nino Rocca, operatore impegnato nel mondo del sociale, occorre "non limitarsi soltanto a redigere un progetto su come vorremmo che cambi la città di Palermo ma adoperarsi già da oggi per il cambiamento, a partire dai nodi che bloccano la macchina amministrativa: la residenza negata a causa della occupazione abusiva in virtù del decreto legge Lupi; i ritardi nei pagamenti alle associazioni accreditate a cui è stato affidato un servizio e ai proprietari che hanno dato in affitto l’appartamento ad una famiglia indigente; le ex municipalizzate che sono quasi del tutto paralizzate".

Anche Alberto Giampino, direttore del Cesvop, ha firmato il documento. "Non possiamo non rammaricarci - ha detto - per la fiducia data a chi aveva promesso di sapere cosa e come fare. Credo che la storia di un impegno laico e cattolico non possa che chiedere un cambio di passo, almeno per il rispetto delle persone che ho avuto la fortuna di avere quali maestri come: da padre Pino Puglisi a donne uniche e Indimenticabili come Sarina Ingrassia, Bice Mortillaro Salatiello o Alessandra Siragusa".

Una spinta alla "Palermo che vogliamo" può arrivare, secondo "Noi Che", dall'approvazione del regolamento per i Beni Comuni e e del Piano ambientale ed energetico comunale. Bisogna inoltre investire seriamente i fondi del Piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums). Alla conclusione della conferenza stampa è stata annunciata la convocazione una assemblea cittadina per avviare il processo dei “Cantieri per il programma”.

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