Il rimpianto dell'assessore: "Se mettessimo una ruota dietro al tram ce lo pagherebbero..."

Roberto D'Agostino, che da poco ha la delega al Bilancio: "Abbiamo già individuato le criticità maggiori e le stiamo risolvendo". Una su tutte, il mancato riconoscimento da parte della Regione del costo del tram, mezzo "vantaggioso sia da un punto di vista ambientale che di servizio"

Roberto D'Agostino

Difficoltà organizzative senza dubbio, ma guai a parlare di crisi delle partecipate. "Sono solide e non hanno problemi finanziari" sottolinea all'Adnkronos il neo assessore al Bilancio del Comune di Palermo Roberto D'Agostino che, con la sua  delega, entra "a pettine" su tutte le problematiche dell'amministrazione. Da poco entrato nella giunta del sindaco Orlando in quota Pd, "né troppo tecnico né troppo politico" come sottolinea  lui stesso, D'Agostino guarda con ottimismo ai conti del Comune e  delle sue partecipate, certo che tutte le azioni messe in campo dall'amministrazione daranno a breve i loro frutti.

Al piano di risanamento di Amat - che i sindacati torneranno a chiedere al presidente Michele Cimino domani 9 aprile - "stiamo lavorando  - sottolinea l'assessore - abbiamo già individuato le criticità maggiori e le stiamo risolvendo". Una su tutte, il mancato  riconoscimento da parte della Regione del costo del tram, mezzo "vantaggioso sia da un punto di vista ambientale che di servizio".  Palazzo d'Orleans paga il rimborso chilometrico del cosiddetto tpl, l'autobus, ma non riconosce la stessa cosa per il tram, per cui tutte le spese che riguardano la rete tramviaria - dal costo della manutenzione agli autisti - non sono riconosciute. 

"Amat denuncerà perdita di circa 6 mln ma la Regione ce ne dovrebbe circa 4,5". "E' un illogico amministrativo, una irregolarità  unicamente siciliana - sottolinea D'Agostino -. Paradossalmente se mettessimo una ruota dietro al tram ce lo pagherebbero". Si tratta di  "circa 4,5/5 milioni di euro che però nel tempo andranno a diminuire - spiega l'assessore - dato che la voce più importante è rappresentata dal costo di manutenzione del tram fissato con Bombardier a circa  5milioni e che dall'anno prossimo andrà a diminuire". L'interlocuzione con la Regione su questo tema "è serrata, l'assessore Falcone ha  mostrato la sua disponibilità e le risorse sono già previste nei fondi congelati del bilancio della Regione".

Nella stessa rete cade il problema degli autisti. Amat ne ha dovuto  spostare una parte dal tpl al tram, depauperando le linee e comportando una diminuzione dei chilometri percorsi su ruota. "E  siccome i chilometri che si percorrono su ruota sono pagati mentre quelli del tram no - evidenzia D'Agostino - è come se avesse avuto una perdita. L'azienda denuncerà una perdita di circa 6 milioni ma se ci  fossero riconosciuti questi soldi come rimborso chilometrico l'azienda sarebbe in assoluto pareggio, anzi in attivo".  

Per migliorare il servizio degli autobus si potrebbe  ricorrere agli autisti interinali ma qui D'Agostino è costretto "a  indossare il cappello dei conti". "Bisogna compenetrare tutte le  diverse esigenze - dice - in un momento in cui il bilancio del Comune  soffre e soffre perché a gennaio lo Stato ha annunciato un ulteriore taglio che comporterà 8 milioni di euro in meno nel bilancio  previsionale già approvato dalla precedente giunta". I conti di  Palazzo delle Aquile però non dovrebbero risentirne dato che "questi 8 milioni sono in massima parte coperti da nuove entrate reali: lotta all'evasione e recupero di fitti attivi che erano difficili da  percepire".

Nei primi mesi del 2018 il Comune di Palermo ha riscosso per Imu e Tari 76 milioni di euro contro i 64 milioni incassati nel 2017. Per  quanto riguarda la Tari, l'incrocio fra la banca dati del catasto e le dichiarazioni dei cittadini, ha permesso di mettere in bilancio 1,2  milioni di metri quadri di superficie in più. "Aumenterà il montante  complessivo della Tari ma quasi tutte le categorie pagheranno di meno  - sottolinea l'assessore al Bilancio -. Tutte le utenze commerciali ad  esempio pagheranno di meno e questo significa aiutarle a superare un momento di crisi. E' uno sforzo che il Comune che sta facendo ma ce  l'eravamo posto come obiettivo di giunta".  

E in tema di rifiuti D'Agostino esclude qualunque allarme anche sui conti della Rap. Per la società che gestisce il  servizio rifiuti, l'amministrazione ha in mente, e alcuni sono già  operativi diversi investimenti "che porteranno a ridurre i costi e  aumentare i ricavi". Le parole d'ordine sono aumento della  differenziata e attivazione di una serie di impianti a Bellolampo. Fondamentali i 19 nuovi centri di raccolta, già annunciati  dall'assessore ai rapporti con Rap e Amat Giusto Catania.  "Permetteranno di aumentare la differenziata perché saranno più vicini ai cittadini - spiega D'Agostino - ci consentiranno di stornare  personale dal porta a porta e impiegarlo sullo spazzamento, e ci  faranno anche risparmiare tempo e soldi dato che gli autocompattatori  non dovranno più arrivare a Bellolampo".

Nel giro di un anno, "Norata (presidente della Rap ndr) sostiene di  poter arrivare al 50% di raccolta differenziata - aggiunge - incrementare la raccolta significa che noi avremo molta più plastica, molta più carta, molto più vetro che potremo vendere, quindi un ricavo economico notevole". Su Bellolampo il Comune intende investire per  l'attivazione dell'impianto di percolato. "Un investimento di circa  750/800mila euro che - evidenzia D'Agostino - ci porterà un risparmio  di circa 7milioni l'anno, ovvero recupereremo l'investimento in tre  mesi".

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L'impianto deve ancora essere autorizzato dall'Arpa "ma le  interlocuzioni che abbiamo avuto ci fanno ritenere che a brevissimo  potrà essere messa in campo".  Fra gli investimenti anche una secondo linea di Tmb, che consentirebbe di trattare anche i rifiuti degli altri Comuni che oggi  sono costretti a portarli a Catania, l'impianto di trattamento  anaerobico e un accordo con Amg per l'installazione di pannelli solari a Bellolampo. "Tutti investimenti che vogliono dire nuovi introiti per la società". Ma allora perché non presentare il piano di risanamento?  "E' stata una scelta di correttezza nei confronti del consiglio  comunale - afferma l'assessore al Bilancio -. Ci sono una serie di azioni che stiamo facendo, anche di riorganizzazione della società,  per cui ci è sembrato serio non presentare un documento che era già  pronto ma a bocce ferme"

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