Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

"Devo restare in Burundi": Cuffaro non andrà al Comune a parlare di detenuti, ma è ancora polemica

L'ex presidente della Regione - in un messaggio a PalermoToday - annuncia la sua assenza all'incontro organizzato dalla commissione Affari generali. "Non conosco Susinno ma rispetto il suo pensiero. Detenuti non si dovrebbe rimanere per tutta la vita". Sinistra Comune rilancia: "In atto campagna per sdoganare condannato per mafia"

Totò Cuffaro in Burundi

Totò Cuffaro non sarà presente all'incontro organizzato domani a Palazzo delle Aquile dalla commissione Affari generali in vista del regolamento sul garante comunale dei diritti dei detenuti. L'eco del caso scoppiato ieri dopo che Sinistra Comune si è dissociata dall'iniziativa - stoppando la partecipazione del consigliere Susinno - è arrivata anche in Africa, in Burundi per la precisione, dove l'ex presidente della Regione si trova per motivi umanitari.

E Cuffaro, potenza del web, a distanza di poche ore ha fatto sapere via whatsapp il perché della sua assenza. "Non ho il piacere di conoscere il consigliere Susinno - scrive in un messaggio inviato a PalermoToday - ma rispetto il suo pensiero e le sue idee. Ed è proprio per questo rispetto che sento il bisogno di dirgli che a causa della necessità di una mia ulteriore permanenza in Burundi, dove mi sono recato per motivi umanitari, non potrò essere presente al convegno".

Insomma, a togliere Sinistra Comune dall'imbarazzo (vista anche l'annunciata presenza dell'assessore Mattina) ci ha pensato lo stesso Cuffaro. Che aggiunge: "Mi dispiace molto non poter portare il mio modesto contributo di esperienza vissuta dentro una cella e poter così ricordare che il carcere non è storie di corpi ma di anime. Storie di uomini e donne che hanno sbagliato ma sono persone e la loro dignità va difesa e preservata così come la nostra Costituzione ci impone. Un mio grazie affettuoso e sentito a Sabrina Figuccia per il suo coraggioso impegno a favore degli ultimi e degli emarginati. Il carcere non può e non deve essere un luogo di morte e un posto dove dimora il dolore il suolo è sacro. Detenuti non si dovrebbe rimanere per tutta la vita - conclude Cuffaro - e a tutti bisognerebbe concedere il beneficio materiale e spirituale di poter tornare a godere del respiro lungo della vita".

Caso chiuso? Per nulla. La polemica continua: "Il coordinamento di Sinistra Comune - si legge in una nota - sostiene ed apprezza la scelta fatta dal consigliere Susinno di non partecipare alla riunione, organizzata della Settima commissione consiliare, sul regolamento del Garante dei detenuti alla presenza dell’ex presidente della Regione siciliana condannato per mafia. Riconosciamo a Cuffaro l'inviolabile diritto di parola, ma avremmo preferito che a parlare alla commissione fosse stato un ex detenuto che ha subito le inumane condizioni delle carceri da posizioni meno privilegiate di quelle dell'ex governatore. Questo invito ha invece il sapore di un tentativo di rilegittimazione per chi ha utilizzato il suo ruolo istituzionale per costruire un potere tessendo relazioni criminali non certo spinto dal bisogno o dall'emarginazione, come per la maggior parte dei detenuti. Il nostro giudizio politico su Cuffaro e sul suo operato rimane negativo e questo non potrà essere cancellato dal fatto che abbia scontato la pena e sia tornato in libertà. Cuffaro ha tutto il diritto di parlare, noi abbiamo il diritto di non volerlo ascoltare; anche perché tutte le volte che apre bocca ci tornano in mente tutti i danni prodotti dal sodalizio tra certa politica e criminalità".

Le dichiarazioni di Sinistra Comune scatenano la reazione di Sabrina Figuccia, consigliere comunale dell'Udc, che difende Cuffaro: "Dall'ex presidente della Regione arriva una grande lezione di umanità, che spero possa giungere alle orecchie, ma soprattutto al cuore di chi si proclama paladino della giustizia, rimanendo comodamente seduto sulla propria poltrona di cashmere. In questi tempi di facile giustizialismo, in cui conta più un selfie vicino a un barcone o una coperta dorata davanti a un portone, il vero coraggio sta solo nel fare. La politica torni ad agire concretamente al netto di sterili polemiche dal sapore demagogico. Non posso nascondere una certa amarezza per ciò che è accaduto, ma oggi sento di avere ancora tante buone ragioni per fare politica, mettendo al centro della mia azione gli interessi sociali reali e non i finti proclami di una certa sinistra, a cui forse non sono rimasti validi argomenti".

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