Regolamento per il garante dei detenuti, Cuffaro invitato al Comune: scoppia il caso

"La presenza dell'ex governatore, condannato per favoreggiamento alla mafia, non è opportuna". Sinistra Comune si dissocia dall'iniziativa e "stoppa" la partecipazione del consigliere Susinno. Figuccia (Udc): "Perché non ci ha pensato prima?". Arcoleo (Pd): "Cuffaro ha pagato il suo debito con la giustizia, Sc prenda esempio da Fava"

L'ex presidente della Regione Cuffaro, in allegato la locandina dell'incontro

La commissione Affari generali invita l'ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, ad un incontro sui diritti dei detenuti e scoppia subito il caso in Consiglio. Sinistra Comune si dissocia dall'iniziativa e "stoppa" la partecipazione del consigliere Marcello Susinno, componente della commissione. 

"E' importante parlare dei diritti dei detenuti e del regolamento che istituirà la figura di un garante comunale - afferma Susinno - ma non ritengo opportuno che al centro del dibattito ci sia l'ex presidente della Regione condannato per favoreggiamento alla mafia. Ho scritto al presidente Arcoleo annunciando che non parteciperò all'incontro". 

L'incontro in questione è stato organizzato in vista del regolamento che istituirà il Garante comunale per i diritti dei detenuti. I consiglieri comunali si confronteranno lunedì a Palazzo delle Aquile (Sala Rostagno) con i principali addetti ai lavori che operano nelle strutture carcerarie della città. E' infatti prevista la presenza di Francesca Vazzana, direttrice del Pagliarelli; Rita Barbera, direttrice dell'Ucciardone; Clara Pagano, direttrice del Malaspina; Michelangelo Capitano, direttore del centro diurno del Malaspina; Giovanni Fiandaca, Garante regionale dei diritti dei detenuti; Giuseppe Mattina, assessore comunale alla Cittadinanza sociale; Vincenzo Zummo, avvocato; Gianfranco Maggì, psichiatra. Con una testimonianza d'eccezione per dare voce ai detenuti: quella dell'ex governatore dell'Isola. Un nome che alza sempre polveroni.

A 48 ore dall'incontro, programmato da tempo, sul tavolo di Arcoleo è infatti arrivata la lettera di Susinno. Immediate le reazioni. "Cuffaro ha pagato il suo debito con la giustizia. E' stato in carcere e può testimoniare la sua esperienza come qualsiasi altro ex detenuto. Ma soprattutto sa cosa significa stare in un carcere. Mi meraviglio di chi si erge a paladino della giustizia e poi nei fatti si smentisce. Ricordo a Sinistra Comune le parole pronunciate da Claudio Fava qualche mese fa, loro invece fanno tutto l'opposto... Penso sempre più che essere miope non sia solo un problema legato a una patologia oculistica". Così Arcoleo, esponente del Pd, che giorni fa ha "strozzato" sul nascere dissidi interni al suo gruppo consiliare per l'organizzazione dell'incontro a Palazzo delle Aquile, rivendicando la sua autonomia di presidente della commissione Affari generali.

A ruota è intervenuta anche Sabrina Figuccia, consigliere dell'Udc e componente anche lei della commissione: "Mi dispiace per il collega Susinno che dopo aver condiviso per mesi, non soltanto l'intero impianto del regolamento, ma anche le scelte sui partecipanti, Cuffaro in primis, solo adesso si dissoci. Avrebbe potuto e dovuto fare le sue legittime osservazioni durante i lavori di commissione, cosa che non ha mai fatto. Ciò mi fa pensare che sia rimasto vittima di chi a parole predica il valore dei diritti umani e nei fatti diventa attore di gravi atteggiamenti discriminatori. Rivendico con forza l'invito a Cuffaro per la sua coraggiosa testimonianza umana".

In seguito alla condanna per favoreggiamento alla mafia e rivelazione di segreto istruttorio, Cuffaro è stato recluso nel carcere romano di Rebibbia dal 22 gennaio 2011 al 13 dicembre 2015. Personaggio discusso, anche dopo aver scontato la pena, l'ex governatore ha smesso di fare politica. Ma si è sempre impegnato per sostenere i diritti dei detenuti, sposando la causa dei Radicali. Numerosi i convegni ai quali ha partecipato in veste di relatore, scatenando a volte più d'una polemica. Come quando a luglio del 2016 l'allora presidente dell'Ars, Antonio Ardizzone, gli ha negato l'ingresso al Parlamento siciliano per la presentazione di un suo libro sulla situazione delle carceri. Lo scorso settembre stesso clichè all'Ars, con botta e risposta tra il presidente Miccichè e il M5S. Adesso l'ennesima polemica su Cuffaro (che rientra domani dal Burundi), stavolta al Comune. 

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