Lunedì, 22 Luglio 2024
Comune

Sale la tensione nella maggioranza, Lagalla punzecchia Alotta e Forza Italia chiede il rimpasto

Il consigliere ha lasciato la lista civica, sul quale il sindaco poggiò la sua candidatura, e il primo cittadino lo ha invitato a dimettersi da presidente della quinta commissione. Poi la nota del coordinatore cittadino degli azzurri Macchiarella: "I tempi sono più che maturi per aggiornare e riequilibrare la nostra presenza in giunta"

Prima la punzecchiatura del sindaco Roberto Lagalla al consigliere comunale Salvo Alotta, passato a Forza Italia, e invitato dal primo cittadino a lasciare la presidenza della Quinta commissione consiliare. Poi la richiesta di rimpasto arrivata da Domenico Macchiarella, coordinatore cittadino degli azzurri. Due interventi che danno l'idea della tensione - mai arrivata a questi livelli da quando l'ex rettore è a Palazzo delle Aquile - che si respira all'interno della maggioranza.

La spaccatura è aperta da tempo, ma adesso sembra essere a un punto di non ritorno. Tutto parte dalla composizione della Giunta. Quando Lagalla venne eletto, Forza Italia indicò tre nomi: Andrea Mineo, Rosi Pennino e Aristide Tamajo, i primi due in quota Gianfranco Miccichè, il terzo dell'area del presidente della Regione Renato Schifani. Il tutto prima del divorzio fra l'ex presidente dell'Ars e l'attuale governatore. Oggi, dunque, l'ala legata a Schifani reclama spazio in Giunta.

Dal canto suo, il sindaco Lagalla sembra non aver gradito il "trasferimento" del consigliere Alotta dalla lista civica "Lavoriamo per Palermo", sulla quale l'ex rettore poggiò la propria candidatura, a Forza Italia. "Prendo atto del passaggio alla nuova appartenenza politica del consigliere Salvo Alotta che, comunque, sono certo, continuerà ad operare nell’interesse della coalizione. Sono al tempo stesso convinto che, in linea con la sua riconosciuta coerenza, il consigliere Alotta provvederà, nelle prossime ore, a rassegnare al presidente del Consiglio comunale le dimissioni dalla sua attuale funzione di presidente della quinta Commissione consiliare, attribuita, fin dall’inizio della legislatura, a una forza politica diversa rispetto alla quale egli oggi appartiene", ha dichiarato il primo cittadino, anche perché adesso sono tre le commissioni consiliari guidate da Forza Italia e zero quelle in mano a "Lavoriamo per Palermo".

Nel pomeriggio è arrivata la nota di Macchiarella che allarga lo strappo: "Dispiace osservare come il partito di Forza Italia non trovi ad oggi adeguata rappresentanza all’interno della giunta comunale di Palermo, rispetto agli accordi di maggioranza presi ad inizio sindacatura. Registriamo, infatti, il permanere di una situazione di stallo nell’affrontare la questione della sostituzione di alcuni assessori, inizialmente attribuiti a Forza Italia, con i quali ormai da tempo si è interrotto il rapporto fiduciario. Il nostro gruppo consiliare si è sempre distinto per lealtà e senso di appartenenza a questa amministrazione e lo ha fatto anche quando questo ha significato un sostegno a scelte impopolari".

Una nota con un passaggio che suona infine come un aut aut. "Forza Italia - afferma ancora Macchiarella - è il partito che maggiormente ha contribuito alla vittoria del prof. Lagalla attraverso i risultati della propria lista e il grande apporto mediatico e sostanziale garantito da esponenti di spicco e quadri del partito. I tempi sono più che maturi per aggiornare e riequilibrare la nostra presenza in giunta, se questo 'deficit di rappresentanza' dovesse protrarsi saremo costretti a riconsiderare i termini della nostra permanenza in maggioranza".

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