Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Assunzioni, stabilizzazioni, incarichi dirigenziali: le 46 "irregolarità" che fanno tremare il Comune

Gli atti riguardanti il personale al centro della relazione degli ispettori ministeriali: dalla dotazione organica in eccesso alle procedure di assunzione "senza adeguato accesso all'esterno", mossi rilievi anche al sindaco sulla scelta dei dirigenti a tempo

Piazza Pretoria

L'elenco delle "irregolarità di maggior rilievo", come vengono definite dagli stessi ispettori del ministero dell'Economia e delle Finanze nella relazione sulla verifica amministrativo-contabile al Comune di Palermo, è lungo e corposo: ne sono evidenziate 46 per la precisione. Nel documento vengono annotati i riferimenti normativi (leggi dello Stato, ma anche sentenze della giustizia amministrativa e contabile) che sarebbero stati violati. Soprattutto in materia di personale: è qui che gli ispettori del dipartimento Ragioneria centrale dello Stato - in missione a Palermo tra il 12 dicembre 2016 e il 27 gennaio scorso - contestano gli atti dell'amministrazione comunale, tanto da ipotizzare presunti danni erariali. 

Per esempio con riferimento alla dotazione organica - approvata nel 2009 (quindi in epoca Cammarata) - "in contrasto con la rideterminazione della pianta organica" e per di più in "assenza di valutazioni che hanno condotto alla individuazione delle effettive esigenze di personale". Insomma, il Comune avrebbe assunto più dipendenti di quelli che realmente servivano. Questo surplus tradotto in numeri ha portato da 6.676 a 9.594 le unità in forza al Comune. Sotto accusa finiscono le stabilizzazioni degli ex Lsu perché, scrivono gli ispettori nella relazione, c'è stata "una violazione del principio dell'adeguato accesso all'esterno".

Le reazioni: "Rilievi di natura politica", "Macchè Governo pro sindaco"

Anche gli 856 dipendenti del Coime (gli edili del Comune) vengono classificati come "personale in servizio eccedenti la dotazione organica vigente". Si tratta di operai - muratori, carpentieri ecc... - che lavoravano in aziende ritenute mafiose e che, rimasti disoccupati dopo sequestri e confische, furono assunti dal Comune nel 1986 grazie al famoso DL 24. Una disposizione di legge fatta, sotto la spinta dell'emergenza, per non far passare il messaggio che solo la mafia dà lavoro. Per gli ispettori però in un Comune a questi lavoratori dovrebbe essere applicato il contratto Enti locali e non quello degli edili.

Della questione dirigenti a tempo determinato - le famose 14 assunzioni disposte dal sindaco Orlando - gli ispettori prendono di mira proprio il primo cittadino. Il motivo?  "Il conferimento degli incarichi non ha carattere fiduciario di tipo personale, ma richiede utilizzazione di procedure comparative a evidenza pubblica". Per gli ispettori ministeriali doveva essere "una commissione di valutazione dei candidati e dei criteri di valutazione comparativa per l'assegnazione dei punteggi". In contrasto con il Tuel (Testo unico enti locali) "il conferimento di funzioni gestionali al dirigente di ruolo capo area relazioni instituzionali, nominato contestualmente capo di gabinetto dell'ente (Sergio Pollicita, ndr), a cui risulta assegnata anche la gestione amministrativa degli uffici di Staff". Così scrivono gli ispettori, secondo cui l'area politica dovrebbe essere separata da quella della gestione amministrativa.

La relazione integrale del Mef sul Comune di Palermo

Le violazioni in materia di personale, in generale, avrebbero refluenze dirette dul bilancio del Comune. Se è vero come è vero che - a metterlo nero su bianco sono sempre gli ispettori del Mef - c'è stata una "mancata osservanza dal 2011 al 2013 del limite del 50% dell'incidenza percentuale delle spese di personale sulle spese correnti". Sotto accusa anche il rapporto fra il Comune e le sue società partecipate: complesse e variegate le criticità sollevate dagli ispettori, che riguardano ad esempio la mobilità del personale, i contratti di servizio, i ritardi nell'erogazione dei corrispettivi, la ripartizione delle competenze. In generale, la mancata attuazione di un sistema che renda trasparente i rapporti finanziari fra Palazzo delle Aquile ed ex municipalizzate. 

Tutti i rilievi verranno presi in esame dalla Corte dei conti. Frattanto il sindaco Orlando, che presto trasmetterà copia della relazione al Consiglio comunale, ha chiesto agli uffici preposti del Comune e al segretario generale di rispondere alle contestazioni mosse dal ministero dell'Economia. In Consiglio le opposizioni scalpitano: "L'elenco delle 46 'irregolarità di maggior rilievo' pesano come un macigno sul sindaco Orlando e sul suo modo di condurre, autoritario, dispotico e non trasparente, la macchina amministrativa comunale" attacca Ugo Forello, capogruppo M5S. "Le segnalazioni degli ispettori - sottolinea - sono innumerevoli, molto preoccupanti e sintomatiche di una 'gestione non oculata'. Chiediamo, anzi pretendiamo, che il sindaco venga convocato con urgenza in Consiglio per riferire sulle gravi irregolarità rilevate. I cittadini hanno diritto di sapere la verità".

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