Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica Piazza Rivoluzione

I moti siciliani compiono 170 anni, Armao: “Lì è nata la nostra autonomia”

Il vicepresidente della Regione e presidente de L’Unione dei Siciliani ha deposto un cuscino di rose rosse e gialle in piazza Rivoluzione, "in onore dei martiri della prima rivoluzione liberale europea"

Targa per 170° anniversario della Rivoluzione Siciliana del 1848,

Un viaggio nella memoria, alla scoperta delle radici dell'autonomia siciliana. Stamani l’Unione dei Siciliani ha ricordato il 170° anniversario della Rivoluzione Siciliana del 1848 con una manifestazione in piazza della Rivoluzione. Marcello Saija, ordinario di storia delle istituzioni politiche all’Università e componente del coordinamento nazionale del movimento, ha voluto ricordare "la straordinaria modernità di una rivoluzione che ha posto l’autonomia e il federalismo al centro dei propri obiettivi. È dalla Sicilia che scocca la scintilla che dà vita alla grande fiamma del 1848 dalla quale inizia a prendere corpo l’Europa moderna”.

Secondo Rino Piscitello, coordinatore del movimento, “a distanza di 170 anni da quel 12 gennaio 1848, la Sicilia ha il dovere di conservare la memoria e che solo chi difende e ricorda la propria storia può avere un futuro e tutelare la propria identità. A volte - ha concluso Piscitello - chi chiede di ricordare la storia della Sicilia viene descritto come un bizzarro passatista. Tutto questo non deve più accadere”.

Davanti a numerosi militanti, Gaetano Armao, presidente del movimento e vicepresidente della Regione Siciliana, ha poi deposto un cuscino di rose rosse e gialle (colori della bandiera siciliana) in onore dei martiri della prima rivoluzione liberale europea. “Le istituzioni, la politica e la società civile siciliane - ha detto Armao - hanno tutte il dovere di valorizzare la propria storia e ricordarla sapendo che da quella rivoluzione scaturì la Costituzione siciliana del 1848 che ha costituto un riferimento per il nostro Statuto. Rendere onore a quegli uomini e ricordare i martiri di quei giorni è un nostro dovere che, come Unione dei Siciliani ripeteremo ogni anno con la consapevolezza che lo Statuto della Regione Siciliana e la nostra autonomia speciale (per l’attuazione dei quali continuiamo ad impegnarci) sono anche figli di chi ebbe allora il coraggio di rivendicare il valore dell’autogoverno”.
 

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