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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Comune, nessuna incompatibilità: Sala delle Lapidi vota e chiude il "caso Argiroffi"

A sollevare la questione l'allora consigliere Giusto Catania, oggi assessore alla Mobilità. Alle controdeduzioni dell'architetto il Consiglio ha risposto con 25 voti favorevoli e 7 astenuti. Scrive la "imputata": "Sotto alcun profilo può adombrarsi asserita incompatibilità"

Niente cause di incompatibilità per Giulia Argiroffi. Con 25 voti a favore e 7 astenuti il Consiglio comunale ha preso atto delle controdeduzioni dell’architetto del gruppo Oso (ed ex M5S) chiudendo definitivamente il caso sollevato dall’allora consigliere e attuale assessore alla Mobilità Giusto Catania. Era stato lui ad attaccarla avanzando il sospetto che la Argiroffi potesse avere fornito "dichiarazioni mendaci" che l’avrebbero resa incompatibile con la carica elettiva riferendosi al suo ruolo da "direttore tecnico in una società amministrata dall’avvocato Cappellano Seminara (il consorzio Aedars, ndr) che aveva partecipato ad appalto banditi dal Comune".

Il tema era stato già trattato durante una delle ultime sedute, rigorosamente in videoconferenza, del Consiglio comunale. Da quella data il consigliere-architetto ha avuto 10 giorni per presentare le proprie controdeduzioni sull’incarico assunto ne luglio 2016 e per il quale ha rassegnato le dimissioni a marzo 2019. "Il procedimento amministrativo promosso per la contestazione di una asserita causa sopravvenuta di incompatibilità della sottoscritta quale consigliere comunale - scrive l’Argiroffi - è invalidato dalla mancata iniziale comunicazione all’interessato, prescritta dalla legge".

Poi entra nel merito: "La sottoscritta è stata nominata direttore tecnico di un consorzio stabile di imprese edili e non ha mai svolto alcuna attività in cantiere. Per statuto del Consorzio e per la legge sugli appalti pubblici il Consorzio non esegue lavori in proprio ma solo li affida alle imprese consorziate con autonomia di mezzi e personale. Il direttore tecnico designato per ogni singolo appalto è unicamente quello dell’impresa consorziata esecutrice a cui è attribuita (con il proprio direttore tecnico) in via esclusiva, la relativa certificazione, valida per l’ottenimento delle categorie Soa".

Alla luce di ciò, continua Argiroffi, "non può sussistere alcuna incompatibilità e le argomentazioni contenute nel parere del segretario comunale sono errate poiché, tra l’altro, non considerano la particolare natura dei consorzi stabili di imprese. In particolar Aedars è stato interpellato dal Comune il 27/03/2018 per lo scorrimento di una graduatoria a seguito di una risoluzione contrattuale e in data 08/05/2018 ha rinunziato. Sempre il Consorzio ha poi partecipato a due gare indette dal Comune ma lo ha fatto indicando, in entrambe, sin dalla domanda di partecipazione, l’impresa esecutrice Infrastrutture srl e, peraltro, non è neanche risultato aggiudicatario delle gare. Dunque sotto alcun profilo può adombrarsi l’asserita incompatibilità".

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