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Asu e precari degli enti locali, ok alla proroga fino a dicembre 2022: approvato un emendamento di Faraone

Dopo l'impugnativa dell'articolo 36 della Finanziaria regionale, col decreto legge Reclutamento si prova a superare temporaneamente l'ostacolo. Nel frattempo, si lavora per la stabilizzazione definitiva istituendo un tavolo tecnico tra istituzioni locali e nazionali. Intanto, in Sicilia, le variazioni di bilancio della giunta regionale tagliano le risorse

Uno spiraglio di luce per i lavoratori Asu e per i precari degli enti locali della Sicilia. È stato approvato un emendamento, a firma Davide Faraone, al Dl Reclutamento che consente di superare i rilievi alla legge regionale siciliana, impugnata dal consiglio dei ministri. La norma prevede la possibilità di avviare un percorso definitivo per la stabilizzazione dei lavoratori Asu e dei contrattisti degli enti locali della Sicilia attraverso una seria collaborazione tra Stato e Regione. Prevista anche una proroga dei rapporti di lavoro sino al 31 dicembre 2022. 

"Sono molto soddisfatto - dice il capogruppo dei senatori di Italia Viva Faraone - perché con l'approvazione del nostro emendamento verrà istituito un tavolo tecnico tra istituzioni locali e nazionali per la stabilizzazione di quasi cinquemila lavoratori Asu utilizzati negli gli enti locali della Sicilia e, nelle more che si trovino le soluzioni più idonee per la stabilizzazione dei lavoratori, con l'emendamento si autorizza la Regione siciliana a prorogare i rapporti di lavoro fino al 31/12/2022". 

Il tavolo tecnico, fa sapere Italia Viva Sicilia, "individuerà inoltre un percorso di stabilizzazione dei duemila contrattisti impiegati negli enti locali della Sicilia in dissesto finanziario che avevamo proposto avvenisse attraverso la procedura del comma 10 art 259 del Tuel".

Uno spiraglio di luce che arriva da Roma, quindi, proprio come richiesto più volte dalle organizzazioni sindacali siciliane che al governo regionale avevano chiesto di "dialogare" con lo Stato per superare il rischio di impugnativa. In Sicilia, però, con le variazioni di bilancio approvate dalla giunte e incardinate all'Ars ieri, nell'ultima seduta prima della pausa estiva, si tagliano le risorse stanziate per gli Asu con la legge finanziaria 2021. "Di oltre il 50 per cento nel 2022 e oltre il 20 per cento nel 2023 - scrivono Cobas-Codir, Ugl, Confintesa e Usb in una nota - per concorrere, in via principale, al pagamento dei debiti della sanità siciliana. Un modus operandi oltremodo offensivo e in spregio ai legittimi diritti dei lavoratori, acquisiti ex lege votata all'unanimità dei parlamentari siciliani".

Una decisione, commentano i segretari generali regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e UilTemp, Gaetano Agliozzo, Paolo Montera e Danilo Borrelli, che "sembra andare in direzione contraria rispetto alle dichiarate intenzioni del governo regionale di trovare al più presto una soluzione poiché tra i motivi che hanno portato all'impugnativa, il più grave era certamente la mancata storicizzazione della spesa, da noi sempre rivendicata".

"Non bisogna sprecare questa occasione - scrivono Nicola Scaglione e Giuseppe Badagliacca di Cisal e Csa-Cisal - il Governo nazionale e quello regionale usino questi mesi per trovare una soluzione definitiva alla stabilizzazione dei precari e chiudere una vicenda che si trascina da troppo tempo. Dal governo regionale ci aspettiamo quindi l’immediato ripristino delle somme per gli Asu, inspiegabilmente ridotte, o saremo pronti alla protesta".

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