Dal Texas ai monti Sicani per realizzare murales: Dallas in Prizzi al Taormina Film Fest

Il documentario, diretto dal regista Luca Vullo, racconta uno scambio culturale nato dall’incontro tra un gruppo di artisti americani e la piccola comunità siciliana 

Dallas in Prizzi sbarca al Taormina Film Fest. Il film concorre nella categoria Documentary Competition. Il lavoro che vede alla regia Luca Vullo racconta il viaggio di un gruppo di artisti che partiti da Dallas, in Texas, hanno scelto il più alto e isolato paese della Sicilia per realizzare dei murales in omaggio alla comunità. Prodotto nel 2018 dallo psichiatra americano Dave Atkinson, il documentario porta al festival lo scambio artistico, umano e culturale che ha valorizzato il piccolo paese. Sarà presentato al pubblico mercoledì alle 18.30.

“Tornare al Taormina Film Fest - commenta Luca Vullo - dopo aver vinto lo scorso anno il premio Sebastiano Gesù con Ccà Semu (film che analizza gli effetti dell’emigrazione sulla piccola comunità di Lampedusa) mi riempie di gioia e di orgoglio. Stiamo parlando di uno dei festival più importanti in Italia che nella sua nuova formula sta puntando sempre più ad uno scenario internazionale e di qualità. Io e il mio caro amico Dave Atkinson presenteremo ufficialmente quello che non è solamente un film documentario, ma la testimonianza di un bellissimo progetto culturale molto più ampio e articolato. Io sono un romantico e vedo l’esperienza che abbiamo raccontato nel nostro film come una profonda storia d’amore: quello tra uno psichiatra di Dallas e Prizzi, piccolo paese sui monti sicani, che si manifesta tramite l'arte e la costante promozione internazionale di un gioiello architettonico e di saperi nel cuore del Mediterraneo”.

Da Falcone e Borsellino a "U ballu di diavuli", street art texana colora i muri di Prizzi

“Siamo fieri di condividere - aggiunge l'ideatore del progetto Dave Atkinson -la gioia dell’esperienza nata in seno allo scambio artistico e umano tra la comunità di Prizzi e il gruppo di artisti texani nel contesto di una delle più importanti rassegne cinematografiche italiane, perché rappresenta il posto giusto per mostrare l’arte e la cultura della Sicilia al mondo, raccontando la storia di come due mondi così diversi si siano incontrati. Dallas in Prizzi non racconta cosa degli americani abbiano dato al piccolo comune rurale di Prizzi, così isolato e allo stesso tempo ricco di usi e profondamente legato alle tradizioni, ma è la storia del riflesso dell'amore e dell’accoglienza che questi americani hanno ricevuto dalla comunità prizzese”.

Dallas in Prizzi, il trailer del documentario

Il documentario

Tutto comincia con un viaggio in Sicilia nel 2015. Dave Atkinson, giovane psichiatra americano che vive e lavora a Dallas, dopo aver scoperto l'Isola ed essersene perdutamente innamorato ha pensato di ricambiare l’ospitalità ricevuta ideando un progetto che desse un input positivo alla Sicilia e creasse un ponte culturale tra l'isola mediterranea e la città texana. Così nasce il progetto “Dallas in Prizzi” che ha portato nella cittadina alle pendici dei Monti Sicani, la visual artist Olivia Cole, la graphic artist e designer Maria Haag e lo street artist Frank Campagna. I tre artisti hanno realizzeto quattro murales in alcuni quartieri del suggestivo centro storico del comune dell'entroterra palermitano. Le opere vanno dal sacro al profano: c'è la Madonna ma anche "U ballu di diavoli" (una tradizione folcloristico-religiosa legata alle manifestazioni pasquali tipica del luogo che conserva tracce delle celebrazioni pagane incentrate sul trionfo della vita) e c'è un omaggio ai giudici Falcone e Borsellino.

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