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Cultura

"Di poesie ed altre storie minuscole": le Otqa portano in scena i tormenti di Rimbaud

Giovedì la prima al teatro Butera di Bagheria, poi repliche a Gangi e nelle Petralie

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Le Officine Teatrali quintArmata, in collaborazione con Casa Teatro di Bagheria, portano in scena la straordinaria vita di Arthur Rimbaud con un adattamento teatrale dal titolo “Di poesie e altre storie minuscole”. Un percorso che, attraverso la lettura di poesie e rapporti epistolari, prova a raccontare la tempestosa storia d’amore fra l’ancora giovanissimo poeta francese e Paul-Marie Verlaine, ma anche il rapporto fra Rimbaud e la sua famiglia, esaminando i carteggi fra lui, la sorella e la madre. Un recital – talk che vuole essere uno strumento per interrogarsi sul rapporto fra poesia ed esistenza, mettendo al centro della narrazione colui che più di ogni altro rappresenta l’incarnazione del poeta maledetto. Rimbaud comincia a scrivere poesie da giovanissimo e fino ai 19 anni, poi la sua produzione s’interrompe per non riprendere mai più, se non per qualche scritto episodico.

Ad un certo punto la parola non gli basta più, va quindi in Africa, alla disperata ricerca dell’azione, trascorrendo qui una vita da avventuriero. Non sente più l’esigenza di scrivere per sentirsi vivo? Sarà la sua stessa vita l’ultima poesia? Allo spettatore viene lasciata la libertà di farsi una sua idea e, attraverso la potenza evocativa della figura di Rimbaud, riflettere sulla forza della poesia. “Di poesie ed altre storie minuscole” andrà in scena per la prima volta giovedì 1 dicembre a Bagheria, al teatro Butera, alle ore 21.5. Il 2 e 3 dicembre sono in programma i matinée, alle 10.30, rispettivamente all’auditorium dell’ISIS “Giuseppe Salerno” di Gangi e all’aula polifunzionale di Petralia Soprana.

Ultima replica il 4 dicembre alle 18.30 a Teatro Grifeo di Petralia Sottana. Il progetto è di Santi Cicardo e Leonardo Bruno ed è realizzato nell’ambito del cartellone “L’Aperto. Connessioni ai margini”, vincitore del bando “Periferie” finanziato dal Ministero della Cultura e promosso dalla Città di Palermo e dalla Città metropolitana di Palermo. In scena Santi Cicardo ed Enrica Volponi Spena (nella foto), ambientazioni sonore e video di Leonardo Bruno, regia di Santi Cicardo.

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