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Decathlon molla via Roma, ma si apre uno spiraglio per negozi più grandi nel centro storico

L'intervento della commissione Attività produttive dell'Ars consentirebbe l'apertura di store con una superficie superiore ai 200 metri quadrati. L'assessore Edy Tamajo: "Una norma attesa da anni". Ma c'è da passare l'esame di Sala d'Ercole

Si apre uno spiraglio per il ritorno dei grandi marchi in via Roma. Mentre alcuni colossi, tra cui Decathlon, hanno abbandonato l'idea di investire lungo la strada che prima di via Libertà era considerata l'asse dello shopping, potrebbe arrivare l'atteso aumento dei limiti dimensionali dei negozi nei centri storici della Sicilia. Al momento secondo l'articolo 5 delle Norme tecniche di attuazione del Piano di programmazione urbanistica comunale del settore commerciale, infatti, è impossibile ospitare attività commerciali superiori ai 200 metri quadrati. 

Da Decathlon a Starbucks, i grandi marchi strizzano l'occhio a via Roma ma la burocrazia li frena

Questo vincolo ha allontanato alcune insegne pronte a investire su via Roma ma che adesso, grazie a una nuova legge regionale ancora da approvare (che di fatto supererebbe i vincoli imposti dal regolamento comunale), potrebbero ritornare all'attacco e trasformare la strada che va dalla stazione centrale fino al Politeama nel nuovo salotto dello shopping.

Oggi, dunque, la commissione Attività produttive dell’Ars, presieduta dal deputato Gaspare Vitrano, ha approvato la modifica alla legge regionale (la numero 28 del 1999) con una norma nel disegno di legge che sarà adesso discussa nella prima seduta utile in programma a Sala d’Ercole, provando a dare vigore alla stagione commerciale autunno/inverno. C'è da superare l'esame in aula della modifica (passaggio ormai rinviato a settembre). Se la norma dovesse avere il via libera, il commercio nel centro storico potrebbe cambiare per sempre. "Spero che l'aula approvi il tutto all'unanimità - dice l'assessore alle Attività produttive Edy Tamajo a PalermoToday - perché abbiamo tantissimi grandi marchi fermi a causa della burocrazia". 

Con la modifica proposta (che non vale solo per via Roma ma per tutti i centri storici dei comuni dell'Isola) saranno infatti riclassificate le attività commerciali su aree private per gli esercizi di vicinato. Questa legge (di fatto di rango superiore a quella comunale), che prevede l'aumento dei limiti dimensionali delle attività commerciali la cui apertura è di esclusiva competenza dei comuni, consentirebbe il riposizionamento degli operatori di settore e, conseguentemente, di aumentare la loro competitività portando a nuove aperture, soprattutto di grandi marchi che per definizione aziendale hanno necessità di avere spazi estesi. 

La norma prevede di aumentare le superfici di vendita sino al 50% per le "medie strutture" e, inoltre, che venga estesa la capacità commerciale fino a 300 metri quadrati per i comuni con popolazione residente fino a 10 mila abitanti, fino a 500 metri quadrati per quelli con 100 mila abitanti e, infine, fino a 750 metri quadrati per i comuni con più di 100 mila abitanti, come appunto Palermo. 

La norma consentirebbe anche una semplificazione amministrativa: l'incremento dimensionale tra il vecchio limite e il nuovo consentirebbe infatti di avviare un esercizio commerciale anche con la semplice comunicazione di inizio attività. Grazie alla cosiddetta "licenza di vicinato", infatti, basterà mandare una richiesta al Comune per aprire. 

L'assessore Tamajo, nei primi giorni di luglio ha incontrato i componenti della sesta commissione del Consiglio comunale per discutere della modifica del Piano urbanistico e commerciale della città. Oggi un primo passaggio importante, con l'approvazione della norma che darebbe una sterzata al commercio. "La modifica alla legge regionale 28/1999, approvata oggi dalla commissione Attività produttive dell’Ars presieduta dal deputato Gaspare Vitrano - ha detto - è un risultato fondamentale per consentire un rilancio serio e concreto dell’economia e del turismo in Sicilia".

La normativa vigente ha impedito l'apertura di molti marchi che strizzano l'occhio a via Roma (come McDonald's, Starbucks e Arcaplanet, ma anche Chanel, K-Way, Yves Saint Laurent, Ovs). La Giunta comunale avrebbe dovuto modificare l'articolo 5 del regolamento comunale, ma era in attesa della Vas (Valutazione ambientale strategica). Ora l'intervento della Regione. "Questa norma consente finalmente di aumentare i limiti dimensionali delle attività commerciali nei centri storici siciliani - conclude l'assessore Tamajo -. Gli imprenditori e i cittadini aspettano da anni, soprattutto nel capoluogo siciliano, un cambio di passo rispetto a una legge che a oggi limita le prospettive commerciali del tessuto economico siciliano".

Le reazioni

Ma c'è chi non è d'accordo. "L'intervento della Regione sulla possibilità commerciale di estendere i metri quadri oltre i 200 nei nostri centri storici di per sé parrebbe una buona notizia se non fosse, nel caso specifico di Palermo e di via Roma in particolare, una possibilità offerta ai mega marchi di distribuzione alimentare. Un altro supermercato in via Roma 'certificherebbe' la morte dei nostri mercati storici, già profondamente provati dalla sfida impari con i centri commerciali già presenti in città. Stupisce poi che proprio la componente politica che sta portando avanti questa iniziativa sia fra quelle che sostiene, solo a parole, di difendere i nostri mercati", dichiarano Massimo Castiglia e Fabrizio Brancato, consiglieri della prima circoscrizione, che comprende anche il centro storico.

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