Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

"Schiacciati dalla concorrenza", chiude la startup Mosaicoon: 100 lavoratori a casa

Dopo 9 anni fallisce l'azienda fondata Ugo Parodi Giusino e che ha legato il suo successo al mondo dell’innovazione e del digital con clienti come Mc Donald’s, Vodafone e Samsung: "Abbiamo dovuto far fronte ad una scarsità di capitali"

La sede di Mosaicoon

Ha spento 9 candeline, ha fatturato 20 milioni di euro, ha assunto quasi 100 dipendenti. E per realizzare tutto questo non ha mai abbandonato Palermo. Oggi però cala il sipario su Mosaicoon, la startup fondata da Ugo Parodi Giusino nel 2009 che, per anni, ha legato il suo successo al mondo dell’innovazione, del digital. Nel suo grembo ha avuto clienti a sette zeri, come Mc Donald’s, Vodafone, Barilla, Land Rover, Samsung, Alitalia e perfino Walt Disney. La tech company palermitana, leader per quasi un decennio nella produzione e nella distribuzione di video per il web, ha aperto 5 sedi in tutto il mondo, da Londra a Madrid, fino a Milano, Roma e infine Singapore, New Delhi e Seul.

Da una parte la difficoltà nel fare un ulteriore passo in avanti, dall’altra la grossissima competizione sul mercato. Uno stop che già si respirava nell’aria e che spiega a PalermoToday proprio il suo fondatore. “Il tutto è arrivato a scheggia, è stato repentino - racconta Parodi Giusino -. Da un punto di vista formale andava seguito un iter. Dopo un primo momento di difficoltà, Mosaicoon non è riuscita a superare un’ulteriore fase di crescita. Dopo un primo percorso di investimenti e finanziamenti, dopo il sopravvento di moltissimi altri player come Facebook, abbiamo dovuto far fronte ad una scarsità di capitali”.

Mosaicoon-2

Per anni simbolo del successo delle startup italiane, Mosaicoon è entrata nella top ten delle migliori scaleup europee - un gradino sotto quelli che nel gergo digital vengono chiamati ‘unicorni’ - con il più alto potenziale di crescita. Ha ricreato una mini Silicon Valley in riva al mare, a Isola delle Femmine, il primo head quarter d’Europa, da 4 mila metri quadri, pensato per fondere in sé spazi architettonici, natura e clima. Per chi negli anni ha raccontato e seguito il successo di Mosaicoon sa quanto fosse importante per il Ceo restare a casa, nella sua Palermo. “Sebbene oggi non sia un giorno felice, mi piace ricordare quanto sia stato importante per noi tutti rimanere radicati in Sicilia. E' una scelta che rifaremmo tutti mille altre volte”.

Campagne in Italia, all’estero, e un premio per l’innovazione nel 2011 da parte dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Ci siamo confrontati con il mondo, lo abbiamo fatto da casa nostra, in costume, in un palazzo a vetri da cui si vede il mare - prosegue Ugo Parodi -. Questo è un privilegio. Vorrei che la notizia della chiusura non compromettesse il messaggio di possibilità che noi, in questi 10 anni, abbiamo sempre e comunque portato avanti. Voglio preservare il ruolo che Mosaicoon ha avuto. Abbiamo fatto un percorso anche lungo, se si vuole, per il nostro settore, spero che questo venga ricordato”.

Renzi mosaicoon-2-2 Una storia di successo che, sebbene la fine, resta e deve restare comunque di successo. “Il mio desiderio più grande, oggi, è che si mantenga il più possibile il valore di quello che noi abbiamo fatto - conclude il fondatore di Mosaicoon -. Dobbiamo comunque guardare in avanti e riconoscere questo come un momento che fa parte del gioco delle startup, delle innovazioni che corrono veloci. Vorrei non guardare al brutto di questa notizia ma guardare alle cose di qualità che, in qualche modo, devono prevalere. Devono prevalere i risultati raggiunti, deve restare un’immagine di Sicilia che ce la può fare. Deve restare Mondello proiettata in Silicon Valley”.

"Mosaicoon - commenta il sindaco Leoluca Orlando - ha simboleggiato la possibilità anche in Sicilia di costruire impresa innovativa, generando un percorso anche culturale con ricadute positive per il territorio in termini economici e di innovazione. Oggi Mosaicoon simboleggia le difficoltà imposte al sistema imprenditoriale da una sempre più estrema finanziarizzazione e il sempre maggiore monopolio nel settore hi-tech in mano a pochi colossi. Resta comunque, come patrimonio di tutti noi su cui continuare a costruire, quanto di positivo realizzato in questi 10 anni, per realizzare anche a Palermo e in Sicilia un salto di qualità non solo nel settore specifico della comunicazione, ma soprattutto in termini di apertura culturale al mondo".

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