Cronaca Libertà / Via Emanuele Notarbartolo

Dipendenti della Sas occupano via Notarbartolo: traffico in tilt

I precari delle società controllate dalla Regione, Multiservizi, Biosphera e Beni Culturali, protestano davanti all'assessorato regionale all'Economia dopo l'ennesimo incontro andato a vuoto

Sit in in via Notarbartolo, manifestanti bloccano l'incrocio

Altra giornata di tensione in via Notarbartolo. Alle 12 e 30 un centinaio di lavoratori della “Sas spa” schierati davanti all’assessorato all’Economia hanno incassato l’ennesimo rifiuto sul loro futuro. Non è riuscito a trovare un accordo chi doveva firmare per la riassunzione dei quasi tremila operai specializzati delle tre aziende in liquidazione "Multiservizi spa", "Biosphera spa" e "Beni Culturali spa". Dalle 14 si aspettava l’arrivo di Salvatore Cianciolo, il responsabile della task force per l’occupazione della Regione e delegato dallo stesso Lombardo di prendere una decisione sulla vicenda.

L’attesa si è prolungata per altre due ore nelle quali Cianciolo ha continuato a non farsi vedere. I manifestanti, sul posto dalle nove di stamattina, hanno quindi scelto di bloccare l’incrocio tra la via Notarbartolo e la via Leopardi. “Fino a quando non avremo delle risposte precise sul nostro futuro - ha detto Mario Giallombardo, uno degli manifestanti - e se necessario dormiremo qui in mezzo all’incrocio”. Le auto che provengono da via Duca della Verdura vengono fatte deviare dai vigili in via Petrarca, mentre chi proviene dalla stazione viene fatto deviare in via Lo Jacono.

I quasi tremila dipendenti il cui futuro dipende da queste ultime e affannate ore, nelle quali i dirigenti dell’assessorato Nicosia e Palagonia e i sindacati cercano di trovare un’intesa, facevano parte di aziende partecipate che si occupavano di manutenzione e pulizia di Asl, uffici e monumenti. Una mancata soluzione genererebbe inevitabilmente importanti disservizi. Molti dei presenti oggi alla protesta hanno espresso una “perdita di fiducia nei sindacati”, dice Luigi Caruso della Multiservizi. “Proprio chi doveva stare dalla nostra parte - spiega un’altra dipendente, Annamaria D’Angelo - ha mostrato di tenere più al mantenimento di certi equilibri invece di cercare di smuovere i nostri colleghi con una convocazione generale, che avrebbe creato maggiore affluenza e consapevolezza del nostro futuro incerto”.

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